A volte i robot possono sembrare goffi, soprattutto quelli piccoli. Ma non è colpa loro. Essendo piccoli, hanno difficoltà a sterzare e trasportare anche il proprio motore energetico. Un limite che però sembra sia stato superato con Mugatu.
Progettato da due professori di ingegneria meccanica, Mugatu rappresenta una sorta di rivincita per i piccoli robot, nonché una riconferma di quanto siano importanti per l’indagine e l’ispezione di spazi piccoli.
Mugatu, il primo robot bipede orientabile con un solo motore
Aaron Johnson e Sarah Bergbreiter, professori di ingegneria meccanica presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica della Carnegie Mellon University, insieme ai loro collaboratori, hanno creato “Mugatu”, uno dei primi robot bipedi orientabili al mondo dotato di un solo motore.
Mugatu è autonomo e autosufficiente, e mantiene la stabilità nella sua camminata senza bisogno di feedback. Inoltre può cambiare direzione a sinistra, a destra o andare dritto. Come riportato sulla rivista scientifica arXiv, Il progetto si basa su due elementi rigidi e un attuatore, una struttura semplice ma in grado di realizzare movimenti complessi come altri robot.
Grazie alla semplificazione della camminata, è stato possibile capire come il ridimensionamento influisce sulla locomozione, come ad esempio prendere qualcosa che già esiste e modificarne le dimensioni per fare cose come adattarsi a tubi più stretti o trasportare più peso.
Il progetto LEGO, per ridimensionare i piccoli robot
Come riporta anche Techxplore, lo studente universitario di ingegneria meccanica Kendall Hart ha lavorato sul sensore di corrente del robot. È quello che ha permesso al team di calcolare il peso totale del trasporto e la quantità di energia utilizzata su una certa distanza.
Data la questione relativa al ridimensionamento, il team ha ironicamente chiamato la ricerca “Il Progetto LEGO“. In effetti, obiettivo del team è di ridurre questi robot alle dimensioni di un LEGO.
Ma ci vorrà un po’ di tempo perché i meccanismi di tutto cambiano quando si passa al ridimensionamento. Va detto però che la drastica semplificazione di un dispositivo per camminare, combinata con il suo singolo grado di libertà, è un passo promettente verso piccoli robot altamente efficienti.
Se vuoi saperne di più su questa ricerca, ti consiglio di approfondire al meglio leggendo l’articolo originale pubblicato su arXiv:
- James Kyle, Justin Y. Kim, Kendall Hart, Sarah Bergbreiter e Aaron Johnson, The Simplest Walking Robot: A bipedal robot with one actuator and two rigid bodies, arXiv (2023). DOI: 10.48550/arxiv.2308.08401