L’Internet of Things in Italia torna a correre. Lo confermano gli ultimi dati dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, secondo cui nel 2025 il mercato raggiunge 10,9 miliardi di euro, segnando una crescita del +12% rispetto all’anno precedente, ben oltre il ritmo del mercato digitale complessivo. Aumenta anche la diffusione dei dispositivi connessi, che arrivano a 175 milioni, circa tre per abitante, confermando un ecosistema sempre più centrale nella trasformazione digitale del Paese.
Utility e Smart Car guidano il mercato
Secondo il report presentato durante il convegno “IoT meets AI: nuove opportunità, nuove responsabilità”, la componente più rilevante è rappresentata dalle Utility, con un valore di 1,87 miliardi di euro e una crescita superiore alla media (+18%). A trainare sono soprattutto le soluzioni di smart metering idrico, con un milione di nuovi contatori installati nel 2025, oltre alle applicazioni per infrastrutture energetiche.
Segue il comparto Smart Car con 1,76 miliardi di euro, in cui continua l’espansione dei veicoli connessi: 6,5 milioni di auto risultano nativamente connesse, mentre le box GPS/GPRS superano i 10 milioni.
Lo Smart Building si attesta a 1,4 miliardi, ma rallenta la crescita (+2%) a causa della revisione degli incentivi fiscali. Superano il miliardo anche Smart Factory, Smart City e Smart Home, quest’ultima in aumento dell’11% grazie soprattutto ai sistemi di sicurezza.
Industria: crescita sostenuta ma frenata dalla burocrazia
Nel settore industriale, il 71% delle grandi imprese ha già avviato progetti IoT, mentre tra le medie la quota è al 59%. Le prospettive restano positive: oltre il 70% delle grandi aziende e il 64% delle medie prevede nuovi investimenti.
Gli incentivi dei piani Transizione 4.0 e 5.0 hanno sostenuto la crescita, con 2,2 e 2,75 miliardi di euro erogati nel 2025. Tuttavia, emergono criticità: il 36% delle imprese segnala difficoltà burocratiche, mentre restano in sospeso 1,5 miliardi di incentivi richiesti ma non ancora allocati.
A frenare ulteriormente è la complessità nella misurazione dei risparmi energetici e l’incertezza normativa, che spinge alcune aziende a preferire strumenti già consolidati.
Reti e connettività: cresce il peso delle tecnologie alternative
Le applicazioni IoT su rete cellulare rappresentano il 39% del mercato (4,3 miliardi di euro), ma la crescita più significativa arriva dalle reti alternative, che valgono il 61% e crescono del 16%.
Tra le tecnologie più diffuse si distinguono:
- WiFi (31% delle connessioni, +15%)
- Bluetooth (22%, +14%)
- LPWA (10 milioni di connessioni, +20%)
Un ruolo sempre più rilevante è giocato dalle tecnologie satellitari. Le Non-Terrestrial Networks (NTN) estendono la connettività 5G ai satelliti, permettendo comunicazioni dirette anche in aree remote e riducendo la dipendenza dalle infrastrutture terrestri.
Questa evoluzione apre nuove possibilità per applicazioni globali, migliorando copertura ed efficienza energetica.
AI e IoT: integrazione sempre più diffusa
L’integrazione tra Intelligenza Artificiale e IoT sta accelerando: il 53% delle grandi imprese e il 33% delle medie ha già avviato progetti o intende farlo entro un anno.
In ambito industriale, il 30% delle grandi aziende utilizza soluzioni di Industrial AI, mentre le medie imprese raddoppiano l’adozione in un anno. Le principali applicazioni riguardano:
- Cybersecurity e riconoscimento immagini (55%)
- Manutenzione predittiva (49%)
- Ottimizzazione della produzione (45%)
Emergono anche nuovi paradigmi come gli Agentic AI, sistemi autonomi in grado di adattarsi all’ambiente, e l’Edge AI, che consente di elaborare dati direttamente sui dispositivi riducendo latenza e dipendenza dal cloud.
Dati e normative: il ruolo del Data Act
Con la crescita dell’IoT diventa centrale il tema della gestione dei dati. Il Data Act, pienamente applicabile dal settembre 2025, impone nuove regole su proprietà e accesso alle informazioni generate dai dispositivi.
Il 32% delle grandi imprese si sta già adeguando, mentre il 25% prevede di farlo a breve. Più indietro le medie imprese, con solo il 14% già in linea.
Parallelamente, i servizi basati su IoT raggiungono 4,5 miliardi di euro, segno di un mercato sempre più orientato alla valorizzazione dei dati e alla creazione di nuovi modelli di business.