Immaginate di poter sentire una carezza, un tocco, qualsiasi cosa ad esempio durante una sessione di realtà virtuale. Se prima tutto ciò era fantascienza, grazie a Haptiknit diventa realtà. Creato dai ricercatori della Stanford University School of Engineering, questo innovativo dispositivo indossabile promette di trasformare il modo in cui interagiamo con la tecnologia, aprendo la strada a una nuova era di esperienze immersive e funzionali.
Haptiknit, il dispositivo indossabile che rivoluziona il feedback tattile
Per chi non sapesse, i dispositivi aptici (ovvero relativi al tatto) consentono agli utenti di percepire effetti che richiamano, in modo approssimativo, le sensazioni reali. Tuttavia, la maggior parte di questi dispositivi si basa sull’uso delle vibrazioni per simulare il contatto, un approccio che presenta limitazioni significative in termini di accuratezza e realismo.
Di recente, però, il team di Stanford ha deciso di superare queste limitazioni sviluppando un approccio basato sulla pressione. Ma più che un approccio, un dispositivo. Ovvero Haptiknit, una specie di manicotto in tessuto flessibile che permette a chi lo indossa di poter sentire una pressione realistica senza l’utilizzo di esoscheletri rigidi e scomodi.
Al centro di Haptiknit c’è un sistema alimentato a batteria che utilizza piccoli attuatori di pressione, ovvero delle tasche gonfiabili che esercitano un tocco controllato sulla pelle.
Per assicurare che gli attuatori restino stabili e operino con efficienza, evitando l’uso di esoscheletri voluminosi, i ricercatori hanno progettato un tessuto all’avanguardia. Questo materiale combina sezioni rigide e flessibili, ed è realizzato con una miscela di nylon e cotone arricchita da fibre termoplastiche, che hanno la capacità di indurirsi quando vengono riscaldate, garantendo così stabilità e versatilità al dispositivo.
Risultati promettenti nei test
Per verificare l’efficacia del dispositivo, i ricercatori hanno condotto una serie di test su 32 partecipanti. Stando alla nota dell’Università, i risultati hanno evidenziato che
“[…] le persone potevano discernere più accuratamente la posizione dei singoli tocchi dagli attuatori di pressione che da un dispositivo vibrazionale disposto in modo simile”.
In poche parole, i feedback basati sul dispositivo a pressione sono risultati più precisi rispetto a quelli basati sui dispositivi a vibrazione.
In un altro esperimento, i partecipanti dovevano riconoscere sei emozioni – attenzione, gratitudine, felicità, calma, amore e tristezza – trasmesse attraverso segnali tattili. I risultati sono stati incoraggianti: le emozioni sono state identificate con una precisione superiore a quanto previsto.
Dalla navigazione alla realtà virtuale
Grazie a questi risultati promettenti, i ricercatori puntano a trasformare Haptiknit in una soluzione versatile, adatta a numerose applicazioni: dalla navigazione alla comunicazione militare, fino all’addestramento degli animali.
I ricercatori stanno già lavorando a versioni più grandi del dispositivo, come tute intere per la realtà virtuale, e all’ottimizzazione dei modelli di tessitura.
Inoltre, Allison Okamura (autrice senior dell’articolo pubblicato sulla rivista Science Robotics) ha sottolineato come questa tecnologia potrebbe essere integrata in dispositivi assistivi per la riabilitazione e il supporto motorio.