Dalle bolle di sapone si potranno ottenere nuove tecnologie sostenibili: ecco come

Una ricerca rivoluzionaria, che potrebbe rendere in futuro le bolle di sapone la base per nuove tecnologie sostenibili. Ecco come

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

Tecnologie sostenibili dalle bolle di sapone? Sembra uno scherzo, ma quando si parla di ricerca ormai si deve sempre più pensare all’impensabile. Questo è quanto emerso da uno studio condotto dal Politecnico di Torino, assieme a diverse altre università internazionali, che difficilmente durerà quanto una bolla di sapone.

Anche perché l’obiettivo è quello di ricavare da essere anche combustibili solari, a bassissima emissione di carbonio, e 100% in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale promossi dalla UE.

Bolle di sapone e tecnologia: una ricerca multidisciplinare

Come riporta l’ANSA, un team di ricercatori del Politecnico di Torino, guidato dal Prof. Eliodoro Chiavazzo, Ordinario di Fisica Tecnica Industriale e direttore dello SMaLL lab presso il Dipartimento Energia, ha compiuto un passo significativo nell’ingegnerizzazione delle bolle di sapone, aprendo la strada a nuove tecnologie sostenibili e a basso costo.

Parte del Progetto Europeo multidisciplinare Sofia in collaborazione con:

  • Università di Uppsala (Svezia),
  • Università di Leiden (Olanda),
  • Università di Amsterdam (Olanda),
  • Wasabi Innovations (Bulgaria).

La possibilità di sfruttare queste membrane reattive potrebbe rappresentare una soluzione innovativa e sostenibile per diverse sfide nell’ambito delle tecnologie energetiche. La ricerca è stata recentemente pubblicata sulla rivista Physical Review Letters.

Come ottenere una tecnologia dalle bolle

Per la prima volta, il team ha dimostrato come rendere dissimmetrici i film di sapone, le sottili pareti delle comuni bolle di sapone. Questo risultato è stato ottenuto attraverso un processo di “drogaggio” (doping) delle due interfacce del film di sapone. Essa sfrutta la deposizione asimmetrica di agenti chimici tramite un aerosol sulle superfici del film.

Così facendo, la conformazione a “sandwich” delle pareti delle bolle, con la parte centrale formata da uno strato d’acqua racchiuso tra due sottilissime pellicole di tensioattivi, viene resa asimmetrica.

Questo passo avanti apre nuove prospettive per l’utilizzo dei film di sapone come membrane reattive, a basso costo e auto-riparanti, in diverse applicazioni energetiche. In particolare, questa scoperta potrebbe consentire l’impiego dei film di sapone in processi foto-catalitici per la produzione di combustibili solari, come il monossido di carbonio a partire dalla CO2 o l’idrogeno.

Oltre a ciò, questa ricerca potrebbe ispirare un’intera serie di nuove applicazioni nel campo della sensoristica molecolare e della farmacologia. E contribuire a migliorare la comprensione di alcuni sistemi in natura basati sulla dissimmetria (si veda la fotosintesi naturale).

Se vuoi saperne di più su questa ricerca, ti consigliamo la lettura integrale del paper pubblicato su

  • Nidhi Kaul, Luca Bergamasco, Hongwei Song, Thijs Varkevisser, Agnese Amati, Gabriele Falciani, Cees J. M. van Rijn, Eliodoro Chiavazzo, Indraneel Sen, Sylvestre Bonnet, and Leif Hammarström, Realizing Symmetry-Breaking Architectures in Soap Films, Physical Review Letters (2024), DOI:10.1103/PhysRevLett.132.028201

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