Testare in condizioni reali nuovi utilizzi dell’energia nucleare in settori non tradizionali, come l’alimentazione dei data center per l’intelligenza artificiale e la desalinizzazione dell’acqua, accelerando al tempo stesso l’ingresso sul mercato di soluzioni commerciali sviluppate dal settore privato. È questo l’ambizioso obiettivo di MARVEL, una piattaforma sperimentale dedicata ai microreattori nucleari, alla quale parteciperanno i cinque team selezionati recentemente dall’Idaho National Laboratory (INL).
MARVEL, un banco di prova unico per i microreattori
MARVEL è descritto dall’istituto di ricerca come un microreattore di prima generazione progettato per esplorare l’integrazione dell’energia nucleare in applicazioni innovative. Le sue dimensioni sono estremamente compatte: il reattore è grande all’incirca quanto un’auto di medie dimensioni e raggiunge un’altezza di circa 15 piedi. L’impianto è destinato a entrare in funzione presso il Transient Reactor Test Facility dell’INL, offrendo al settore privato una rara opportunità di sperimentazione su un sistema nucleare operativo.
Stando a Interesting Engineering, dal punto di vista tecnico, MARVEL utilizza un sistema di raffreddamento a sodio-potassio ed è alimentato con combustibile a base di uranio-idruro di zirconio, simile a quello impiegato nei reattori di ricerca universitari. Il raffreddamento avviene per circolazione naturale, consentendo un funzionamento a temperature comprese tra 500 e 550 gradi Celsius. Nonostante le dimensioni ridotte, il reattore è in grado di generare 85 kilowatt di energia termica e circa 20 kilowatt di elettricità.
“Con MARVEL, le aziende possono esplorare come i microreattori possano potenzialmente aiutarci a vincere la corsa globale all’intelligenza artificiale, a risolvere le sfide idriche e molto altro ancora“, sottolinea John Jackson, direttore tecnico nazionale del programma Microreactor del Dipartimento dell’Energia statunitense, evidenziando il potenziale dell’energia nucleare come fattore di sviluppo economico e tecnologico.
I cinque team selezionati e le applicazioni previste
I team selezionati collaboreranno ora con il Dipartimento dell’Energia e con gli esperti dei laboratori nazionali per definire i piani di implementazione e valutare la concreta fattibilità delle applicazioni proposte. I team scelti attraverso una selezione competitiva includono grandi aziende industriali e istituzioni accademiche, ciascuna impegnata a dimostrare la fattibilità dei microreattori in ambiti considerati critici. Amazon Web Services ha proposto di collegare MARVEL a un data center modulare, con l’obiettivo di realizzare un sistema autosufficiente destinato a utilizzi governativi e della difesa, capace di operare senza dipendere dalle infrastrutture elettriche tradizionali.
Un approccio simile è seguito da DCX USA in collaborazione con l’Arizona State University, che intendono valutare la possibilità di alimentare un data center per applicazioni di intelligenza artificiale tramite un microreattore. L’esperimento servirà a raccogliere dati sulla capacità di fornire energia stabile e continua, requisito fondamentale per i carichi di lavoro dell’AI.
Sul fronte operativo, General Electric Vernova punta a dimostrare la gestione remota e autonoma del reattore, con l’obiettivo di definire standard di controllo applicabili a un futuro utilizzo commerciale su larga scala. Parallelamente, Radiation Detection Technologies testerà sensori avanzati ad alte prestazioni per il monitoraggio dei reattori di nuova generazione, contribuendo allo sviluppo di sistemi di controllo e sicurezza più evoluti. Infine, un consorzio formato da Shepherd Power, NOV e ConocoPhillips lancerà un progetto pilota di desalinizzazione su scala ridotta, sfruttando il calore di processo generato dal reattore nucleare per affrontare le problematiche legate alle acque di produzione nel settore oil & gas.
Le attività potrebbero aprire la strada a dimostrazioni complete, con gli accordi finali attesi nel corso del 2026.