Da Hong Kong arriva l’antenna rivoluzionaria per le future reti 6G

Gli scienziati della CityUHK di Hong Kong hanno sviluppato una nuova antenna che potrebbe contribuire allo sviluppo delle reti 6G

Redazione

Immaginate un mondo dove le reti wireless sono così potenti e flessibili da trasformare il nostro modo di comunicare, lavorare e vivere. Questo futuro potrebbe essere più vicino di quanto pensiamo grazie a una rivoluzionaria antenna per le reti 6G sviluppata da un team di ricercatori della City University di Hong Kong (CityUHK).

Reti 6G, potenzialità e limiti odierni

Prima di parlare della nuova antenna, è bene spiegare cosa siano le reti 6G. Prossima frontiera nelle comunicazioni mobili, le reti 6G sono basate su frequenze submillimetriche, note come onde terahertz (0,3-3 THz), che sono in grado di offrire una velocità di trasmissione dati centinaia (se non migliaia) di volte superiore rispetto al 5G, con latenze ridotte a pochi microsecondi.

Per ottenere questa capacità di trasmissione sono necessarie tecnologie avanzate, in particolare per ridurre la dispersione durante la trasmissione. Le antenne tradizionali, tuttavia, presentano ancora oggi notevoli limitazioni in questo ambito, e non si adattano facilmente alle nuove esigenze tecnologiche.

Per superare questi limiti, il team di ricerca della CityUHK ha progettato un’antenna che con la sua tecnologia promette di riscrivere le regole delle comunicazioni, aprendo nuove possibilità per lo sviluppo delle reti 6G.

Un nuovo paradigma per le antenne tradizionali

Cuore di quest’innovazione è il “synthesis moving envelope”, che stando alla nota dell’Università, “consente all’antenna di generare simultaneamente frequenze armoniche arbitrarie e di controllare le loro proprietà d’onda attraverso il software“.

Grazie a questa tecnologia, l’antenna della CityUHK è a tutti gli effetti la prima in grado di ottenere un controllo indipendente e simultaneo di diverse componenti frequenziali. Inoltre, l’antenna sviluppata dal team può trasmettere segnali multipli in diverse direzioni, una capacità necessaria per le future reti 6G.

Quest’antenna potrebbe dimostrarsi utile, come sottolinea il professor Wu Gengbo (Dipartimento di Ingegneria Elettrica e membro dell’SKLTMW), “nelle comunicazioni wireless, nel radar cognitivo, nella fotonica integrata e nella scienza quantistica“. Addirittura, potrebbe avere potenziali applicazioni nei sistemi informativi ad alta sicurezza, nell’imaging in tempo reale e nel trasferimento di energia wireless.

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