Otus, il supercomputer che promette nuova spinta alla ricerca scientifica

Una macchina potente e sostenibile che mette a disposizione dei ricercatori tedeschi simulazioni avanzate e analisi dati complesse

Redazione

Un nuovo supercomputer entra in funzione al Paderborn Center for Parallel Computing (PC2) e promette di ampliare in modo significativo le capacità di calcolo della comunità scientifica tedesca. Si chiama Otus, e sarà utilizzabile dai ricercatori di tutto il Paese per svolgere simulazioni complesse e studi avanzati. Grazie alla sua potenza, consentirà di affrontare sfide sociali e scientifiche considerate cruciali.

Potenza, efficienza energetica e tecnologie di nuova generazione

Dal punto di vista tecnico, il supercomputer include un file system da cinque petabyte, 42.656 core e 108 GPU, sviluppati da Lenovo insieme a pro-com Datensysteme GmbH. L’accesso alla macchina avverrà tramite una procedura competitiva e un sistema intelligente di gestione delle code, che manterrà Otus operativo senza sosta, 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno.

Il nuovo supercomputer si distingue anche per la sua attenzione alla sostenibilità. L’utilizzo del raffreddamento indiretto a libero scambio consente di mantenere l’intero sistema efficiente durante tutto l’anno, sfruttando il calore in uscita per riscaldare alcuni edifici del campus. Inoltre, l’alimentazione proviene esclusivamente da fonti rinnovabili, rendendo Otus un’infrastruttura a impatto carbonico nullo.

Un approccio che ha già portato Paderborn a piazzarsi quinta nel ranking mondiale “Green500” dei supercomputer più efficienti dal punto di vista energetico.

Un’infrastruttura di calcolo per la ricerca più avanzata

Durante la cerimonia di inaugurazione, il presidente dell’Università di Paderborn, Matthias Bauer, ha sottolineato l’importanza del high-performance computing nel fronteggiare i problemi del nostro tempo. I supercomputer, ha spiegato, permettono di analizzare grandi quantità di dati in tempi ridotti e di simulare esperimenti troppo costosi, rischiosi o impossibili da realizzare in laboratorio, aprendo così la strada a previsioni e modelli più accurati.

Le aree di ricerca interessate sono estremamente varie. Secondo Christian Plessl, direttore del PC2 e docente di informatica, Otus supporterà tanto la ricerca fondamentale – come lo studio di processi fisici e chimici a livello atomico – quanto progetti a immediata ricaduta pratica. Tra gli esempi citati: l’ottimizzazione delle rotte delle navi porta-container per ridurre i consumi, il miglioramento dell’efficienza delle celle solari e lo sviluppo di nuove tecniche di intelligenza artificiale a minore impatto energetico.

La tecnologia è preziosa solo quando è realmente utilizzabile. Qui a Paderborn, la potenza di calcolo diventa conoscenza“, ha dichiarato Andreas Thomasch, CTO di Lenovo GAT, sottolineando come il progetto abbia spinto l’azienda a sviluppare soluzioni innovative e al tempo stesso pratiche.

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