Stellarator, sviluppato un reattore a fusione nucleare che non si spegne mai

Da una startup francese arriva un reattore “stellarator” in grado di funzionare ininterrottamente, e che promette di accelerare la ricerca sulla fusione nucleare

Redazione

La fusione nucleare è sempre più vicina a trasformarsi in una fonte di energia stabile e accessibile. Tra le aziende che guidano questa rivoluzione, spicca Renaissance Fusion, una startup francese che utilizza la tecnologia dei reattori “stellarator” per accelerare la ricerca sulla fusione in Europa. Con il supporto di magneti superconduttori ad alta temperatura (HTS) e scudi di metallo liquido, la società promette di portare questa innovazione fuori dai laboratori e direttamente sulla rete energetica.

Lo stellarator potenziato con HTS e scudi di metallo

Come riporta il sito di informazione Interesting Engineering, con l’obiettivo di sviluppare “una fonte di energia sicura, abbondante e disponibile 24 ore su 24 che possa complementare le rinnovabili“, la startup ha voluto potenziare la tecnologia degli stellarator attraverso magneti superconduttori ad alta temperatura (HTS) e scudi di metallo liquido.

I primi permettono la generazione di campi magnetici potenti, e rendono i reattori a fusione nucleare più compatti ed economici. Mentre i secondi permettono di catturare il calore generato dalle reazioni di fusione in modo da fungere da fluido di lavoro, trasferendo il calore alle turbine per produrre elettricità.

Con queste tecnologie, un reattore di tipo “stellarator” può distinguersi più facilmente dai classici tokamak. E questo perché può mantenere il plasma confinato tramite appunto questi campi magnetici, senza affidarsi a correnti di plasma come nei tokamak, dove viene adoperata una tecnologia laser che richiede impulsi intervallati. In questo modo, lo stellarator può operare quasi ininterrottamente.

I risultati di questo nuovo reattore nucleare

Sempre Interesting Engineering riporta alcuni dati sull’efficienza di questo reattore. Oltre a consumare solo 2-3 kWh di elettricità per fornire 1 kWh di energia al plasma (un risultato significativo rispetto ai più di 100 kWh richiesti dalla fusione laser) lo stellarator di Renaissance Fusion può contare su un volume del plasma 256 volte più ridotto rispetto a prima, grazie all’aumento di 4 volte del campo magnetico.

E grazie all’impiego degli scudi in metallo liquido, fino al 99,99% dell’energia dei neutroni viene bloccata, riducendo al minimo il rischio di radioattività per i materiali solidi.

Con un’efficienza migliorata e un impatto ambientale ridotto, questa tecnologia potrebbe diventare il pilastro energetico del futuro, contribuendo in modo significativo alla riduzione delle emissioni di carbonio. Non a caso, il prossimo obiettivo di Renaissance Fusion è di progettare e commercializzare una centrale a fusione basata su stellarator e su queste tecnologie innovative.

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