Disney ha dato vita a Wall-E: ecco il nuovo robot

Alla Conferenza Internazionale sui Robot e Sistemi Intelligenti di Detroit Disney ha presentato il suo nuovo robot che ricorda Wall-E

Redazione
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“Se puoi sognarlo puoi farlo“. Questo è il claim della Wald Disney che da sempre fa sognare grandi e piccoli. Un claim che la società stessa persegue da sempre tanto che oggi ha anche portato in vita il piccolo robot Wall-E che è stato da poco presentato a Detroit.

Il nuovo robot della Disney

Disney Imagineering, il dipartimento di ricerca e sviluppo dell’azienda più magica che c’è, ha presentato alla Conferenza Internazionale sui Robot e Sistemi Intelligenti di Detroit il suo nuovo umanoide che ricorda molto il piccolo Wall-E.

Si tratta di un robot bipede che è in grado di camminare in equilibrio da solo e, grazie all’avanzata tecnologia, è anche estremamente espressivo. Dispone inoltre di due antenne che possono oscillare proprio come le orecchie di un gatto e riesce a muovere la testa su e giù, di lato e a girarsi.

La tecnologia è stata principalmente sviluppata in 3D dal team Disney Research di Zurigo in meno di un anno, guidato dal ricercatore Moritz Bächer. Il team, inoltre, ha lavorato al fianco degli animatori Disney per riuscire a far esprimere il robot attraverso i linguaggi del corpo senza farlo cadere, proprio come si fa con un personaggio animato.

“In generale, gli strumenti di animazione non hanno la fisica incorporata”, ha spiegato Bächer, come riporta The Verge. “Quindi questo rende difficile per gli artisti progettare animazioni che funzionino nel mondo reale.”

I ricercatori dopo aver presentato il robot con successo hanno sottolineato che la cosa importante non è il piccolo umanoide realizzato ma il processo che è stato fatto. “L’idea è che si tratti di una piattaforma indipendente dall’hardware”, ha dichiarato Bächer. “Quindi, se volessimo aggiungere più gambe, o braccia, o creare un personaggio completamente nuovo con una morfologia completamente diversa, possiamo insegnargli rapidamente nuovi comportamenti. Gli attuatori standard, i componenti stampati in 3D, la nostra struttura adattabile di apprendimento per rinforzo: tutto questo può essere applicato a robot che sono molto diversi nel loro aspetto e nel loro movimento. Questo robot è un primo passo promettente in questo viaggio”.

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