Il ritorno degli 8GB di RAM nei laptop

Da 16GB “nuova normalità” a un ritorno agli 8GB per effetto della carenza globale di memoria

Redazione

Per un breve periodo, tra il 2024 e il 2025, i 16GB di RAM erano diventati lo standard di fatto per i laptop di fascia media e premium. Oggi, però, il mercato sta cambiando direzione: sempre più produttori stanno riportando gli 8GB come configurazione base, spinti dalla crisi globale dei componenti e dall’aumento della domanda legata all’intelligenza artificiale.

Da 16GB a nuovo riposizionamento del mercato

La transizione verso i 16GB era stata accelerata anche dalle grandi piattaforme: Microsoft aveva richiesto 16GB per i PC certificati Copilot+, mentre Apple aveva reso quella soglia il minimo sui propri sistemi. Sembrava l’inizio di un nuovo standard consolidato.

Poi, però, è arrivato un cambio di rotta inatteso. Alcuni dispositivi hanno dimostrato che, per utilizzi base, gli 8GB restano ancora utilizzabili, soprattutto in ambienti ottimizzati come macOS, anche se con limiti evidenti in caso di multitasking intenso e uso della memoria virtuale.

Il ritorno degli 8GB nei PC Windows

Il fenomeno è ora evidente anche nel mondo Windows. A Computex sono stati presentati diversi modelli che riportano gli 8GB come configurazione base.

Tra questi, il nuovo Dell XPS 13 di Dell parte da circa 699 dollari con 8GB di RAM e processore Intel Core Series 3. Anche Acer ha introdotto il modello Swift Air 14 con la stessa quantità di memoria, affiancata da 512GB di storage e chip di fascia media.

Più aggressiva la strategia di Chuwi, che ha annunciato il notebook UniBook con prezzo di lancio intorno ai 449 dollari e configurazione entry-level sempre basata su 8GB di RAM.

Il caso Microsoft e i prezzi non più “entry”

Il ritorno agli 8GB non riguarda solo i dispositivi economici. A maggio, Microsoft ha presentato nuovi Surface per il mercato business con un modello da 13 pollici venduto a circa 1.299 dollari dotato comunque di 8GB di RAM.

Un segnale che la riduzione della memoria non è più esclusivamente una scelta di fascia bassa, ma una leva industriale per contenere i costi in un contesto di prezzi dei componenti in forte crescita.

Un mercato diviso tra 8GB e 16GB

Non tutti i produttori stanno però abbracciando questa tendenza. Alcuni modelli basati sulle nuove piattaforme hardware mantengono ancora i 16GB come standard.

È il caso, ad esempio, di alcune configurazioni del Lenovo IdeaPad Slim 3i di Lenovo, che punta su 16GB di RAM a un prezzo più alto rispetto alle alternative entry-level. Il divario tra configurazioni economiche e premium si sta quindi ampliando nuovamente.

La pressione dell’intelligenza artificiale sulla memoria

Alla base di questo ritorno agli 8GB c’è soprattutto la pressione esercitata dai data center AI, che stanno assorbendo enormi quantità di memoria e storage a livello globale. La domanda industriale sta contribuendo alla scarsità e all’aumento dei prezzi dei chip DRAM.

In questo contesto, i produttori di PC si trovano costretti a bilanciare prestazioni e accessibilità. Gli 8GB tornano così a essere una soluzione “di compromesso” per mantenere prezzi competitivi, soprattutto nei segmenti entry e mid-range.

Secondo quanto emerge dal settore, il fenomeno non è destinato a scomparire nel breve periodo: la disponibilità di memoria continuerà a essere influenzata dal boom dell’AI, con effetti diretti sulla progettazione dei laptop di nuova generazione.

Fonte: Tom’s Hardware

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