Entro qualche anno il Giappone avrà a disposizione un supercomputer di Classe Z talmente all’avanguardia nel campo della computazione che potrebbe contribuire notevolmente nella ricerca scientifica basata sull’intelligenza artificiale.
Supercomputer, Giappone al lavoro sul Fugaku Next
Riferisce Live Science, il Giappone ha annunciato l’intenzione di iniziare il prossimo anno la costruzione del supercomputer Fugaku Next, primo supercomputer al mondo di Classe Z.
Per la cronaca, “Classe Z” si riferisce alla potenza di calcolo del computer in questione. Nel campo dell’informatica, la velocità di un computer viene misurata in FLOPS (Floating Point Operations Per Second), ovvero il numero di operazioni in virgola mobile che un processore può eseguire in un secondo.
Secondo il Ministero giapponese dell’Istruzione, della Cultura, dello Sport, della Scienza e della Tecnologia (MEXT), questo nuovo supercomputer raggiungerà la velocità di zettaFLOPS, una soglia mai raggiunta prima.
Infatti, se il predecessore, Fugaku, era capace di raggiungere gli 0,44 exaFLOPS (praticamente un terzo della potenza di calcolo del Frontier, supercomputer statunitense che opera a 1,2 exaFLOPS), il Fugaku Next dovrebbe operare a 1 zettaFLOPS.
Per intenderci, se un exaFLOPS è circa un quintilione di operazioni al secondo (1 seguito da 18 zeri), un zettaFLOPS è un sestilione di calcoli al secondo (1 seguito da 21 zeri). In poche parole, potrà eseguire un numero di calcoli 1000 volte superiore rispetto a quelli degli attuali supercomputer.
Il supercomputer da 750 milioni di dollari
Il progetto per il nuovo supercomputer Fugaku Next sarà realizzato da RIKEN e Fujitsu, le stesse aziende che hanno sviluppato il Fugaku. Sebbene i dettagli sui componenti di questa nuova macchina siano ancora pochi, si ipotizza che utilizzerà alcune delle tecnologie già impiegate per Fugaku per garantire la compatibilità e la sua piena operatività entro il 2030.
Una delle principali difficoltà per gli ingegneri sarà rendere efficiente il supercomputer, considerando che per raggiungere un simile obiettivo si dovrà fare affidamento a tecnologie “energivore”, ovvero che richiedono enormi quantità di energia. Secondo le prime stime pubblicate sul sito specialistico HPC Wire, una macchina di Classe Z potrebbe richiedere un’energia pari a quella emessa da circa 21 centrali nucleari.
Il governo giapponese ha già stanziato circa 29 milioni di dollari per il primo anno di sviluppo e potrebbe investire fino a 761 milioni di dollari per completare il progetto entro il 2030. Se nessun altro riuscirà a costruire prima una macchina di Classe Z, il Fugaku Next sarà destinato a diventare davvero il supercomputer più potente al mondo.