L’intelligenza artificiale continua a rappresentare uno dei mercati più contesi dell’industria dei semiconduttori e Intel prova a ritagliarsi uno spazio con una strategia diversa rispetto a quella seguita finora. L’azienda statunitense ha annunciato che entro la fine del 2026 inizierà a distribuire le prime unità della nuova GPU Crescent Island, un chip sviluppato per le attività di inferenza che punta a distinguersi grazie a costi inferiori, consumi più contenuti e un sistema di raffreddamento ad aria, in contrasto con molte delle soluzioni oggi proposte da Nvidia e AMD.
Crescent Island cambia la strategia di Intel nell’intelligenza artificiale
Con Crescent Island, Intel sceglie di concentrare i propri sforzi sull’inferenza, cioè la fase in cui un modello di intelligenza artificiale elabora le richieste degli utenti, invece di puntare sull’addestramento dei modelli, segmento oggi dominato da Nvidia.
La decisione arriva dopo l’esperienza poco fortunata della piattaforma Gaudi, sviluppata proprio per il training dell’AI ma caratterizzata da vendite inferiori alle aspettative, tanto che il progetto successivo è stato cancellato. Per questo motivo l’azienda ha deciso di ripartire da un mercato diverso, giudicato più adatto alle proprie attuali capacità.
Secondo Kevork Kechichian, responsabile della divisione Data Center di Intel, la società ha scelto di “ripartire dalle basi“, concentrandosi su un prodotto in grado di offrire un’alternativa concreta ai concorrenti in un settore in continua espansione. Lo sviluppo della nuova GPU è durato circa 18 mesi e le prime forniture, inizialmente in quantità limitate, sono previste entro la fine dell’anno.
Raffreddamento ad aria e memoria LPDDR5 per ridurre i costi
Uno degli elementi distintivi di Crescent Island riguarda la scelta delle tecnologie utilizzate. A differenza delle GPU di fascia alta di Nvidia e AMD, il nuovo chip Intel utilizza un sistema di raffreddamento ad aria anziché infrastrutture a liquido, molto più costose e complesse da installare nei data center.
Anche sul fronte della memoria Intel ha seguito una strada diversa, adottando LPDDR5 invece delle più costose memorie HBM (High Bandwidth Memory) impiegate, ad esempio, nelle GPU Blackwell di Nvidia. Questa soluzione consente di abbassare il costo complessivo dell’hardware e, allo stesso tempo, di ridurre il fabbisogno energetico.
L’obiettivo è offrire una piattaforma più accessibile alle aziende che vogliono implementare sistemi di intelligenza artificiale senza affrontare gli elevati investimenti richiesti dalle infrastrutture più avanzate. Minori consumi, una dissipazione del calore meno impegnativa e una gestione più semplice dei data center rappresentano infatti alcuni dei principali punti di forza della nuova proposta Intel.
Il rilancio di Intel passa anche dalla produzione interna
Crescent Island rappresenta uno dei primi prodotti AI sviluppati sotto la guida del nuovo amministratore delegato Lip-Bu Tan, arrivato al vertice dell’azienda dopo l’uscita di Pat Gelsinger. Da allora Intel ha avviato una profonda riorganizzazione, riducendo le spese e rivedendo alcuni investimenti produttivi, una strategia che è stata accolta positivamente dai mercati finanziari.
Parallelamente, la società ha ripreso a realizzare processori avanzati per PC e server all’interno dei propri stabilimenti, dopo un lungo periodo in cui la produzione era stata affidata a Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC). Anche Crescent Island dovrebbe seguire questa direzione: Intel punta infatti a fabbricare internamente la nuova GPU, con l’obiettivo di contenere ulteriormente i costi e rafforzare la competitività rispetto ai rivali che continuano ad affidarsi a produttori esterni.
L’azienda sta inoltre valutando la possibilità di commercializzare una versione del chip anche in Cina, purché conforme alle restrizioni imposte dagli Stati Uniti sulle esportazioni di tecnologie avanzate. Secondo Intel, potrebbero infatti esistere configurazioni compatibili con la normativa americana, permettendo così di rispondere alla domanda di una fascia di mercato ancora considerata interessante.
Fonte: Ars Technica