Leafbot, il robot morbido che conquista i terreni difficili

Grazie alla sua struttura innovativa, il nuovo robot morbido Leafbot del JAIST (Giappone) è in grado di muoversi in spazi confinati e su superfici accidentate

Redazione

La robotica morbida (soft robotics) sta rivoluzionando il modo in cui i robot affrontano gli ambienti complessi e non strutturati. Lo dimostra quest’ultima innovazione Made in Japan, il robot morbido Leafbot, che grazie alla sua tecnologia è in grado di affrontare terreni irregolari e ostacoli imprevisti con grande flessibilità.

Leafbot, design innovativo per una navigazione adattiva

Sviluppato da un team di ricercatori del Japan Advanced Institute of Science and Technology (JAIST), Leafbot è stato realizzato con una gomma siliconica monolitica morbida, dotata di sporgenze curve alla base per imitare il movimento degli arti striscianti. Il corpo flessibile del robot è stato poi accoppiato a un motore vibrante, che ne permette la locomozione attraverso un efficace meccanismo a vibrazione.

Stando al sito specializzato Techxplore, i robot tradizionali che si basano sulle vibrazioni necessitano di algoritmi di controllo sofisticati per affrontare i terreni irregolari. Leafbot, invece, sfrutta la flessibilità dei suoi materiali morbidi e un sistema di locomozione per muoversi su pendii e superare ostacoli con facilità.

I robot morbidi sono sempre più riconosciuti per la loro capacità di navigare in ambienti complessi e non strutturati, il che li rende preziosi per applicazioni come l’ispezione e l’esplorazione. Sfruttando un movimento guidato dalle vibrazioni, abbiamo progettato un robot in grado di superare ostacoli così complessi con meccanismi di controllo minimi“, racconta a Techxplore il prof. Van Anh Ho, a capo del team di ricerca.

Inoltre, “a differenza dei robot rigidi, che si basano su un’attuazione precisa, Leafbot è in grado di adattarsi a diverse superfici. Questa caratteristica lo rende ideale per applicazioni relative ad ambienti ristretti e superfici irregolari“, osserva il co-autore Linh Viet Nguyen, uno studente di dottorato presso JAIST.

Applicazioni nel mondo reale del robot morbido

Grazie alla sua capacità di muoversi in spazi confinati e su superfici accidentate, il robot potrebbe essere impiegato in operazioni di ispezione industriale, come il controllo di condutture e infrastrutture sotterranee. Inoltre, la sua capacità di adattarsi autonomamente a diversi tipi di terreno lo rende ideale per missioni di soccorso in aree colpite da disastri naturali, dove i detriti e le superfici instabili ostacolano i robot tradizionali. Un ulteriore campo di applicazione potrebbe essere l’agricoltura di precisione, dove il Leafbot potrebbe analizzare il suolo e monitorare le colture senza danneggiare il terreno.

Crediamo che le intuizioni della nostra ricerca, combinate con i progressi nell’intelligenza artificiale e nell’apprendimento automatico, potrebbero alla fine consentire l’esecuzione di attività con un intervento umano minimo“, sottolinea iI dottorando Khoi Thanh Nguyen. “Integrando i sistemi di feedback sensoriale e migliorandone l’efficienza energetica, Leafbot potrebbe evolversi in un sistema autonomo in grado di adattarsi al terreno e di prendere decisioni in tempo reale“.

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