Atterrare su Marte resta una delle operazioni più complesse mai affrontate dall’ingegneria spaziale. Nel 2021, la discesa del rover Perseverance ha dimostrato quanto sia difficile gestire la frenata atmosferica a velocità ipersoniche. Ora, la NASA lavora a un significativo aggiornamento della tecnologia dei paracadute marziani, integrando sensori innovativi per migliorare la sicurezza e l’affidabilità delle future missioni, specialmente quelle con carichi scientifici più pesanti.
Le difficoltà dell’atterraggio marziano e il ruolo cruciale del paracadute
Entrare nell’atmosfera di Marte a quasi 20.000 km/h e rallentare fino a toccare terra dolcemente è una prova al limite della fisica e dell’ingegneria.
Il paracadute utilizzato da Perseverance, enorme ma ultrasottile (circa 20 metri di diametro e meno di un decimo di millimetro di spessore), ha dovuto sostenere forze aerodinamiche incredibili, superiori a 13.600 kg.
La complessità è data da fenomeni difficili da modellare, come le scie turbolente, l’interazione con l’onda d’urto del veicolo e la deformazione stessa del tessuto, tutti elementi che rendono il gonfiaggio e la stabilità del paracadute un vero rompicapo ingegneristico.
Per migliorare la comprensione di questi fenomeni, la NASA ha lanciato il progetto EPIC (Enhancing Parachutes by Instrumenting the Canopy), che prevede l’integrazione di sensori di deformazione flessibili direttamente sul tessuto del paracadute.
Durante i test condotti il 4 giugno all’Armstrong Flight Research Center in California, un drone ha trasportato in quota una capsula sganciata per dispiegare il paracadute strumentato. Questi sensori, adattati da componenti commerciali, hanno monitorato il comportamento della vela senza interferire con la sua apertura, fornendo dati fondamentali per comprendere meglio le sollecitazioni e le dinamiche in gioco.
Matt Kearns, project manager di EPIC, ha sottolineato l’importanza di analizzare i dati raccolti per definire i prossimi passi del progetto. “Stiamo parlando con potenziali partner per definire un quadro di collaborazione per ottenere i dati che sono interessati a perseguire“.
Inoltre, la NASA sta cercando partner per collaborazioni future, con l’obiettivo di rendere sempre più sicuri gli atterraggi di missioni con carichi delicati e pesanti, aprendo la strada a una nuova generazione di esplorazioni spaziali.