Un chip per il calcolo quantistico. Talmente innovativo che, secondo l’IBM, potrebbe fungere da base per sistemi molto più grandi e veloci rispetto ai tradizionali computer basati su silicio.
Ma questa rivoluzione è solo agli inizi, anche se l’ultima innovazione del colosso informatico fa ben sperare per un traguardo nel futuro prossimo.
IBM, il nuovo chip quantistico per il futuro della scienza
Come riporta The Guardian, il colosso della tecnologia informatica e di intelligenza artificiale IBM ha presentato lunedì un nuovo chip per il calcolo quantistico.
Si chiama Quantum System Two, ed è un sistema che adopera ben tre chip “Heron” raffreddati criogenicamente. IBM afferma di aver sviluppato un nuovo modo di collegare insieme i chip all’interno delle macchine e quindi connettere le macchine insieme.
Grazie a questo nuovo chip, se combinato con un nuovo codice di correzione degli errori, permetterebbe all’azienda di produrre macchine quantistiche entro il 2033. L’azienda afferma inoltre di voler utilizzare il nuovo chip nella sua piattaforma AI aziendale, watsonx.
Lo stesso direttore della Sezione Ricerca di IBM, Dario Gil, parla di un’innovazione che permetterà in futuro di usare i computer quantistici “come strumento per esplorare nuove frontiere della scienza”. Anche perché nemmeno un milione o un miliardo di questi supercomputer collegati tra loro potrebbero fare i calcoli di queste macchine del futuro, sottolinea Dario Gil.
La corsa per la futura macchina quantistica
L’arrivo di questo chip dell’IBM non è casuale. I suoi rivali tecnologici tra cui Microsoft, Google di Alphabet, Baidu cinese e altri stanno correndo per sviluppare macchine che utilizzano bit quantistici. Ovvero queste particelle subatomiche che a differenza dei classici 0 e 1 del calcolo a bit possono essere in “sovrapposizione” sia dell’uno che dello zero allo stesso tempo.
IBM ha dichiarato di aver installato una delle nuove macchine presso la Cleveland Clinic in Ohio dove la tecnologia potrebbe un giorno essere utilizzata per modellare il comportamento delle proteine e le forme che assumono a seconda della loro funzione.
Addirittura, come raccontato a 60 Minutes della CBS, l’informatica quantistica potrebbe consentire di risolvere problemi di fisica, chimica, ingegneria e medicina in pochissimi minuti. Un tempo assurdo, se si considera che tali problemi richiederebbero milioni di anni con i supercomputer di oggi per essere completati.