Il primo satellite di legno “LignoSat” è stato lanciato nello spazio

Se il progetto “LignoSat” avrà successo, sarà possibile in futuro rendere il legno il materiale d’elezione per viaggi e costruzioni spaziali

Redazione

Il 2024 segna un evento storico per l’esplorazione spaziale: “LignoSat”, il primo satellite realizzato interamente in legno, è stato lanciato nello spazio. Sviluppato dall’Università di Kyoto in collaborazione con l’azienda Sumitomo Forestry, “LignoSat” promette di rivoluzionare il modo in cui pensiamo ai materiali per le missioni spaziali.

LignoSat, una sfida all’ultima fibra

Frutto di quattro anni di lavoro da parte di scienziati dell’Università di Kyoto, che dal 2020 collaborano con Sumitomo Forestry, una delle principali aziende giapponesi del settore del legname, il progetto “LignoSat” è stato recentemente lanciato dal Kennedy Space Center in Florida, con direzione la Stazione Spaziale Internazionale, dove verrà successivamente rilasciato in orbita a circa 250 miglia sopra la Terra.

Nell’ambito di un primo test sull’uso del legno nell’esplorazione della Luna e di Marte, “LignoSat” verrà monitorato nei prossimi mesi per verificare la resistenza del legno in orbita terrestre, dove le temperature fluttuano da -100 a 100 gradi Celsius ogni 45 minuti mentre orbita dall’oscurità alla luce solare. L’obiettivo è dimostrare che il legno possa sopravvivere e mantenere la sua integrità in condizioni spaziali estreme, così da poterlo portare successivamente nello spazio profondo.

Se avrà successo, il progetto “LignoSat” diventerà il punto di partenza di una vera e propria rivoluzione dell’edilizia “spaziale”. I ricercatori, infatti, immaginano un futuro in cui il legno potrebbe diventare il materiale base per costruzioni anche su altri corpi celesti. Riferisce il sito The Verge, il team ipotizza che, in un futuro non troppo distante, sarà possibile produrre legname direttamente su Marte o sulla Luna per costruire case e strutture abitative, rendendo l’uomo sempre più indipendente dalle risorse terrestri.

Il legno come soluzione sostenibile per lo spazio

Dopo numerosi test preliminari condotti negli ultimi 10 mesi direttamente sulla Stazione Spaziale Internazionale, i ricercatori hanno selezionato come legname alla base del satellite il legno Hoonoki, una tipologia di magnolia apprezzata in Giappone per la sua alta lavorabilità, stabilità dimensionale e resistenza complessiva.

Oltre alla resistenza e alla lavorabilità, LignoSat sfrutta un vantaggio unico del legno: l’assenza di ossigeno e acqua nello spazio. Proprio quest’assenza elimina il rischio di incendi o decomposizione, due problemi che normalmente ne limiterebbero l’uso sulla Terra.

Queste caratteristiche rendono infatti l’Hoonoki ideale per supportare strumenti delicati e resistenti, come i semiconduttori, fondamentali per il funzionamento dei satelliti. Tra l’altro, l’esperimento serve anche a verificare se il legno possa proteggere efficacemente i semiconduttori dalle radiazioni spaziali. Un test fondamentale per valutare le sue potenzialità per future missioni spaziali.

L’utilizzo di legno rappresenta inoltre un’alternativa ecologica rispetto ai materiali metallici che, durante la fase di rientro, rilasciano particelle inquinanti di ossido di alluminio. Secondo i ricercatori, i satelliti in legno potrebbero ridurre questo tipo di inquinamento, rendendo lo spazio meno impattato dai detriti.

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