L’evoluzione della rete satellitare Starlink entra in una nuova fase. Durante il Mobile World Congress, i dirigenti della società hanno illustrato la roadmap per la seconda generazione di satelliti, denominata V2, che punta ad avvicinare sempre di più le prestazioni della connettività satellitare a quelle delle reti terrestri. Secondo quanto anticipato dall’azienda, il nuovo sistema potrebbe raggiungere velocità fino a 150 Mbps entro la fine del prossimo anno, avvicinandosi all’esperienza di una connessione broadband tradizionale.
La rete Starlink V2 punta a prestazioni simili al 5G
L’obiettivo della nuova infrastruttura è rendere la connessione via satellite sempre più simile a quella delle reti terrestri. Durante il keynote del Mobile World Congress, Michael Nicolls, senior vice president of Starlink engineering di SpaceX, ha spiegato che il progetto Starlink Mobile mira a offrire una connettività paragonabile a quella delle reti mobili ad alte prestazioni. Secondo Nicolls, nelle condizioni ideali l’esperienza d’uso dovrebbe apparire “simile a quella di una rete 5G terrestre ad alte prestazioni”. Questo significa una navigazione più fluida, streaming più stabile e una qualità migliore nelle chiamate vocali.
Dal punto di vista tecnico, la costellazione V2 potrebbe raggiungere velocità di download fino a 150 Mbps, avvicinandosi all’esperienza di una connessione broadband. Il miglioramento non riguarda solo la velocità: in un post su X la società ha dichiarato che la nuova generazione di satelliti dovrebbe offrire una densità di dati fino a 100 volte superiore rispetto ai satelliti attuali, un elemento che potrebbe tradursi in maggiore capacità della rete e in una gestione più efficiente del traffico.
L’incremento della capacità è pensato per supportare un numero crescente di utenti e servizi, migliorando al tempo stesso stabilità e prestazioni nelle attività quotidiane online.
Copertura più ampia, anche nelle regioni polari
Un altro elemento centrale della nuova costellazione riguarda l’espansione della copertura geografica. Secondo quanto riportato da Engadget, i satelliti di nuova generazione dovrebbero infatti migliorare significativamente la connettività nelle regioni polari della Terra, aree che tradizionalmente soffrono di copertura limitata o instabile con le infrastrutture di telecomunicazione convenzionali.
Queste zone rappresentano una delle sfide principali per le reti terrestri, sia per ragioni geografiche sia per i costi elevati legati alla costruzione di infrastrutture tradizionali. L’utilizzo di satelliti a bassa orbita potrebbe quindi contribuire a colmare parte di questo divario.
I lanci dal 2027 e la partnership con Deutsche Telekom
Il calendario di sviluppo della nuova rete è già definito nelle linee generali. SpaceX prevede di iniziare i lanci dei satelliti V2 a partire dalla metà del 2027, con missioni che porteranno in orbita oltre 50 satelliti per ogni lancio. L’obiettivo dichiarato è costruire una costellazione completa nel giro di circa sei mesi, accelerando così la diffusione della nuova infrastruttura satellitare.
Parallelamente all’annuncio tecnologico, Starlink ha comunicato anche una nuova collaborazione con la società di telecomunicazioni tedesca Deutsche Telekom. L’accordo punta a sfruttare la costellazione Starlink per colmare le lacune nella copertura internet in Europa, in particolare nelle aree dove le infrastrutture tradizionali risultano meno sviluppate. Secondo quanto comunicato dall’azienda, l’iniziativa dovrebbe entrare in funzione a partire dal 2028, ampliando la disponibilità di connessioni a banda larga attraverso l’integrazione tra reti terrestri e satellitari.