Energia wireless nello spazio, il futuro dei rover lunari

Addio ai cavi nello spazio: la ricarica wireless diventa realtà grazie al nuovo progetto di questa spinoff britannica

Redazione

Superare le limitazioni dei collegamenti elettrici tradizionali, offrendo nuove possibilità per rover, droni e veicoli autonomi destinati a missioni lunari e interplanetarie. A questo ambisce Bumblebee Power, spinoff dell’Imperial College di Londra, che grazie a un recente finanziamento dall’UK Space Agency potrà sviluppare sistemi di trasmissione wireless di energia nello spazio in collaborazione con MDA Space.

Innovazione nella ricarica wireless dal Regno Unito

Fondata nel 2020 dal Wireless Power Lab dell’Imperial College, Bumblebee Power ha messo a punto sistemi leggeri in grado di fornire grandi quantità di energia senza necessità di collegamenti fisici. Trasmettere energia nello spazio è infatti una sfida complessa. I collegamenti cablati risultano pesanti e vulnerabili, soprattutto su superfici come quella lunare, dove la polvere e i detriti possono danneggiare o bloccare i connettori fisici. Attualmente, i rover come il Mars Perseverance si affidano a generatori integrati, come il Multi-Mission Radioisotope Thermoelectric Generator, una batteria nucleare a lunga durata.

A tal riguardo, Bumblebee Power propone un sistema wireless robusto e affidabile, capace di estendere la vita operativa dei robot spaziali, ridurre i costi delle missioni e incrementare la quantità di dati scientifici raccolti. Il progetto con MDA Space, sostenuto dall’International Bilateral Fund dell’UK Space Agency, mira a realizzare un proof-of-concept di Inductive Wireless Power Transfer ad alta frequenza, potenzialmente rivoluzionario per i design futuri di rover e strumenti scientifici.

A differenza dei sistemi convenzionali, che richiedono vicinanza e allineamento preciso come nella ricarica dei telefoni, la tecnologia di Bumblebee utilizza frequenze molto più elevate, migliorando l’efficienza della trasmissione e consentendo maggiore libertà di posizionamento tra trasmettitore e ricevitore.

Il professor Paul Mitcheson, Senior Scientific Adviser di Bumblebee Power, spiega: “Una frequenza più alta significa che il collegamento wireless funziona meglio, non serve allineare esattamente trasmettitore e ricevitore, ed è particolarmente utile per droni, veicoli autonomi ed e-mobility”. Questo approccio potrebbe trasformare il modo in cui energia e mobilità vengono gestite sia sulla Terra che nello spazio, aprendo la strada a soluzioni più efficienti e flessibili.

Applicazioni nello spazio e vantaggi per le missioni

A sorprendere è anche l’origine della tecnologia: Bumblebee Power aveva inizialmente sviluppato i suoi sistemi di ricarica wireless per applicazioni terrestri, dai veicoli elettrici agli accessori consumer. La partnership con MDA Space e il sostegno dell’Agenzia Spaziale del Regno Unito hanno invece aperto la strada a test avanzati e progettati specificamente per l’ambiente spaziale.

James Dunning, CEO di Bumblebee Power, sottolinea il valore della tecnologia per le future missioni: “Eliminando i connettori fisici, i rover e i droni possono muoversi e operare con maggiore libertà, ampliando le possibilità di esplorazione e comprensione dello spazio”.

Un sistema di ricarica induttiva potrebbe inoltre ridurre la dipendenza dai generatori radioattivi e favorire nuove soluzioni progettuali. I rover potrebbero diventare più leggeri, con batterie più compatte, senza la necessità di generatori complessi. Secondo Bumblebee Power, questi miglioramenti renderebbero possibili missioni robotiche di lunga durata anche con budget più contenuti, consentendo a un numero maggiore di agenzie e università di progettare strumenti in grado di operare su altri mondi.

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.