Da CO2 a plastica resistente: la rivoluzione green del Caltech

I ricercatori del Caltech hanno sviluppato un sistema elettrochimico che converte la CO2 in plastiche resistenti usando energia rinnovabile e catalizzatori avanzati

Redazione

Convertire l’anidride carbonica, uno dei gas serra più problematici, in materiali plastici resistenti e durevoli non è più solo La lotta ai cambiamenti climatici passa anche dalla capacità di trasformare i gas serra in risorse preziose. Un gruppo di ricercatori del Caltech ha messo a punto un processo innovativo per convertire l’anidride carbonica (CO2), uno dei principali responsabili del riscaldamento globale, in plastica ad alta resistenza (polichetone). Questa scoperta rappresenta un significativo passo avanti verso un’economia più circolare, in cui la CO2 non è più solo un problema da eliminare, ma una materia prima abbondante e a basso costo per produrre materiali durevoli.

Dalla CO2 alla plastica: l’innovazione che pulisce l’aria

Il processo sviluppato si basa su un sistema a due fasi che riproduce, in chiave tecnologica, la fotosintesi naturale: invece di foglie e luce solare, vengono utilizzati elettrodi e energia elettrica rinnovabile. Nel primo stadio, la CO2 viene scomposta tramite una reazione elettrochimica in due gas fondamentali, etilene e monossido di carbonio. Questi gas sono poi inviati a un secondo reattore sigillato.

Nel secondo stadio, i gas attraversano una soluzione contenente un catalizzatore a base di palladio, che lega le molecole di etilene e monossido di carbonio formando lunghe catene polimeriche. La forza di questo catalizzatore è la sua capacità di funzionare in condizioni “sporche”, cioè in presenza di vapore acqueo e sottoprodotti chimici generati nella prima fase, un problema che in passato aveva limitato lo sviluppo di tecnologie simili.

I polimeri prodotti con questo metodo, chiamati polichetoni, sono noti per la loro elevata durabilità e stabilità termica. Questi materiali sono già impiegati in settori industriali dove la resistenza è essenziale, come nell’automotive, negli adesivi, nelle attrezzature sportive e nelle tubazioni. La possibilità di produrli partendo dalla CO2 offre un doppio vantaggio: ridurre l’impatto ambientale e diminuire la dipendenza dalle materie prime fossili.

Attualmente la tecnologia è ancora in fase di laboratorio. Sebbene i polichetoni ottenuti non abbiano ancora raggiunto la qualità di quelli tradizionali, la ricerca, guidata da Theo Agapie e Maxim Zhelyabovskiy, ha dimostrato che il processo è fattibile. L’obiettivo a lungo termine è quello di utilizzare energia rinnovabile a basso costo per realizzare una produzione su larga scala, competitiva con i metodi convenzionali a base di petrolio, segnando così una possibile svolta nella chimica sostenibile.

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