Comunità energetiche rinnovabili, al via il Decreto CER da domani: ecco cosa cambia

Da domani entrerà in vigore il nuovo decreto per le comunità energetiche rinnovabili. Ma cosa cambierà per tutti quanti?

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

Ora pubblicato sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il decreto CER entrerà in vigore da domani. Si tratta di una nuova norma che stimola la nascita e lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili e dell’autoconsumo diffuso in Italia.

Dopo tre anni dal recepimento della direttiva europea RED II, che istituisce le CER, queste avranno finalmente accesso agli incentivi economici promessi. Ma vediamo cosa cambia con l’entrata di questo particolare decreto.

Al via il decreto CER per le Comunità Energetiche Rinnovabili

Come previsto dal provvedimento stesso, entro i successivi trenta giorni saranno approvate dal Ministero, previa verifica da parte dell’ARERA e su proposta del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), le regole operative che dovranno disciplinare le modalità e le tempistiche di riconoscimento degli incentivi.

Il GSE, soggetto gestore della misura, metterà in esercizio i portali attraverso i quali sarà possibile presentare le richieste, entro 45 giorni dall’approvazione delle regole.

Come afferma il Ministro Gilberto Pichetto nel comunicato stampa ministeriale:

“Comunità Energetiche Rinnovabili e autoconsumo diffuso sono due ingranaggi centrali della transizione energetica del Paese: oggi siamo dunque ancor più vicini a questo atteso obiettivo, che potrà veramente dare una svolta per lo sviluppo delle rinnovabili in Italia, rafforzandone la sicurezza energetica e avvicinandoci agli obiettivi climatici”.

Quali sono le novità in arrivo nel decreto

Il GSE, inoltre, renderà disponibili sul sito istituzionale documenti e guide informative, oltre a canali di supporto dedicati, per accompagnare gli utenti nella costituzione delle CER e, in raccordo con il MASE, lancerà una campagna informativa per rendere consapevoli i consumatori dei benefici legati al nuovo meccanismo.

Il testo individua due strade per promuovere lo sviluppo nel Paese delle CER:

  • un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili, finanziato dal PNRR e rivolto alle comunità i cui impianti sono realizzati nei comuni sotto i 5mila abitanti che supporterà lo sviluppo di 2 gigawatt complessivi;
  • una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa per tutto il territorio nazionale.

I due benefici sono tra loro cumulabili. Sarà presto online sul sito del GSE anche un simulatore per la valutazione energetica ed economica delle iniziative, mentre è già disponibile la mappa interattiva delle cabine primarie su territorio nazionale.

Quali sono gli obiettivi del decreto

Come sottolinea Green Report, l’obiettivo finale di questa iniziativa è promuovere l’installazione di 5 GW di nuovi impianti rinnovabili, un risultato significativo equiparabile a quanto installato nel corso dell’ultimo anno.

L’impianto rinnovabile può avere una potenza massima di 1 MW, e la CER può essere costituita anche da utenti diversi dal proprietario dell’impianto. Dopo l’autorizzazione e la connessione allarete, la CER può richiedere l’incentivo al GSE. L’energia condivisa all’interno della CER, consumata durante la produzione, avrà accesso alla tariffa incentivante.

Nel caso in cui la produzione superi il consumo, alla CER sarà riconosciuto il valore economico dell’energia prodotta, senza ulteriori incentivi. In alternativa, l’energia in eccesso può essere accumulata tramite batterie per un utilizzo futuro da parte degli utenti, garantendo comunque un risparmio sui costi energetici grazie a una maggiore autosufficienza.

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