Si chiude Wave by Vento, la tre giorni che ha riunito alle OGR 10mila partecipanti provenienti da 117 Paesi, oltre 200 speaker internazionali e più di 3.200 aziende e organizzazioni, tutti riuniti per confrontarsi su questioni come il ruolo degli investimenti e la possibilità di far nascere nel continente europeo i prossimi campioni globali della tecnologia.
L’edizione 2026 si chiude infatti con una sfida ambiziosa: costruire in Europa aziende tecnologiche capaci di competere con i grandi gruppi statunitensi.
Wave by Vento, tre giorni con 255 speaker e 142 sessioni
L’edizione 2026 ha segnato la trasformazione dell’Italian Tech Week in Wave by Vento, con un’apertura internazionale più ampia e un programma dedicato a fondatori, investitori e leader tecnologici.
Nel corso delle tre giornate alle OGR Torino si sono svolte 142 sessioni distribuite su quattro palchi, per oltre 77 ore di contenuti. Il programma ha coinvolto 255 speaker e moderatori provenienti da 215 organizzazioni, affiancati da 150 eventi collaterali in città.
La comunità degli investitori ha rappresentato una componente importante della manifestazione: il 30% dei partecipanti appartenenti a questo gruppo proveniva dall’estero.
Per Diyala D’Aveni, CEO di Vento, l’evento è passato da una scommessa sull’Italia a una prospettiva europea. L’obiettivo, ha spiegato, è mettere in relazione chi costruisce nuove imprese con i capitali, i clienti e le comunità necessari per sostenerne la crescita. “Le prossime grandi aziende europee“, secondo D’Aveni, “non nasceranno in isolamento. Nasceranno da ecosistemi in cui fondatori, investitori, università, aziende e città sono connessi. È questo che vogliamo continuare a costruire qui a Torino“.
Storonsky vuole costruire una Meta o Google partendo dall’Europa
Tra gli interventi più significativi dell’ultima giornata c’è stato inoltre quello di Nik Storonsky, cofondatore e CEO di Revolut, che ha illustrato le ambizioni globali dell’azienda fintech. L’obiettivo è creare un’impresa tecnologica capace di raggiungere le dimensioni dei principali colossi americani, mantenendo però le proprie radici in Europa.
“Il nostro sogno americano, o meglio, in questo caso, il nostro sogno europeo, sarebbe quello di costruire un’azienda tecnologica globale simile a Meta, Google o OpenAI, ma partendo dall’Europa“, ha dichiarato Storonsky.
Il suo intervento si inserisce in un dibattito più ampio sulla capacità del continente di trasformare le proprie competenze in imprese tecnologiche di rilevanza mondiale. Tra gli ospiti della manifestazione figuravano anche John Elkann, CEO di Exor, Sir Jony Ive, inventore del World Wide Web Sir Tim Berners-Lee, Joe Tsai, presidente di Alibaba Group, e Tony Xu, cofondatore e CEO di DoorDash.
Anche Luca Ferrari, cofondatore e CEO di Bending Spoons, ha affrontato il tema delle risorse finanziarie a disposizione delle aziende europee. Secondo Ferrari, l’accesso ai capitali non rappresenta necessariamente un ostacolo insormontabile per chi ha un progetto solido e credibile. “Penso che, se hai un grande progetto e sei credibile e perseverante, puoi raccogliere qui quasi gli stessi capitali che potresti ottenere altrove. Lamentarsi non fa parte della soluzione“, ha affermato.
Venture capital, le aziende europee valgono 4.400 miliardi di dollari
I dati presentati da Dealroom durante Wave by Vento (riportati anche dall’ANSA) mostrano le dimensioni raggiunte dall’ecosistema tecnologico europeo sostenuto dal venture capital. Il valore complessivo delle aziende finanziate da questi investimenti ha raggiunto 4.400 miliardi di dollari, mentre i capitali impiegati procedono a un ritmo annualizzato di 89 miliardi di dollari.
Sono inoltre 56 le società europee sostenute dal venture capital valutate oltre 10 miliardi di dollari. Numeri che alimentano le aspettative sulla nascita di nuovi protagonisti globali, capaci di competere con le grandi piattaforme tecnologiche statunitensi.
Anche l’Italia mostra segnali di crescita. Il valore complessivo delle aziende sostenute dal venture capital e fondate nel Paese ha raggiunto gli 85 miliardi di dollari, mentre gli investimenti nel 2026 procedono a un ritmo annualizzato di 1,8 miliardi.
Per Yoram Wijngaarde, fondatore e CEO di Dealroom.co, l’ecosistema tecnologico europeo potrebbe superare in valore la tradizionale base industriale del continente entro cinque anni, a condizione che l’Europa riesca a sfruttare le opportunità disponibili. “E credo anche che nascerà la prima azienda sostenuta da venture capital con una valutazione di mille miliardi di dollari.“
John Elkann e Jony Ive, il valore dell’innovazione
Wave by Vento ha dedicato spazio anche al rapporto tra tecnologia, design e industria. John Elkann e Sir Jony Ive hanno discusso della loro collaborazione per Ferrari Luce e di cosa significhi progettare prodotti realmente migliori, anziché limitarsi a renderli diversi.
“Si può creare qualcosa di nuovo e diverso che sia pessimo. È facilissimo“, ha osservato Ive. “È molto difficile creare qualcosa di nuovo e diverso, la cui novità sia una conseguenza del fatto che è migliore“.
Un confronto che ha portato l’attenzione sulla qualità dell’innovazione, oltre che sulla capacità di sviluppare nuove soluzioni e conquistare mercati internazionali.