Apple accumula scorte per 14,5 miliardi: la crisi delle memorie preoccupa

Il gruppo aumenta gli acquisti di componenti per proteggersi dai rincari. Margini in calo nel trimestre di dicembre e possibili nuovi aumenti di prezzo

Redazione

Apple sta accumulando scorte di componenti, soprattutto memorie, per proteggersi dall’aumento dei prezzi e dalle difficoltà di approvvigionamento che stanno interessando il mercato. Una strategia che emerge chiaramente dai risultati del quarto trimestre fiscale: il valore delle scorte è salito a 14,54 miliardi di dollari, con un incremento superiore al 150% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Intanto, il gruppo si prepara ad affrontare costi ancora più elevati, senza escludere nuovi aumenti di prezzo per i propri dispositivi.

Apple aumenta le scorte: magazzino a 14,54 miliardi di dollari

La strategia di Apple per fronteggiare le tensioni nella catena di approvvigionamento passa anche attraverso un significativo accumulo di componenti. Secondo i risultati finanziari del quarto trimestre fiscale, le scorte aziendali hanno raggiunto un valore di 14,54 miliardi di dollari, rispetto agli 11,09 miliardi registrati nel terzo trimestre.

Si tratta di una crescita del 31,1% su base trimestrale. Il confronto con il quarto trimestre del 2025 evidenzia un incremento ancora più marcato: in un anno, infatti, il valore delle scorte è passato da 5,72 a 14,54 miliardi di dollari, aumentando del 154,3%.

Una parte importante di questo accumulo riguarda le memorie, componenti diventate particolarmente costose e difficili da reperire. Apple sta quindi cercando di assicurarsi una maggiore disponibilità di forniture, limitando almeno in parte l’esposizione alle oscillazioni dei prezzi.

Memorie sempre più costose: margini sotto pressione

L’aumento dei costi delle memorie rappresenta una delle principali preoccupazioni per Apple in vista dei prossimi trimestri. La società ha previsto per il trimestre di dicembre un margine lordo compreso tra il 45% e il 46%, in calo rispetto al 47,9% registrato nel trimestre conclusosi a settembre.

A spiegare le ragioni di questa previsione è stato il CEO John Ternus, che durante la conference call con gli analisti ha definito senza precedenti l’attuale situazione dei prezzi delle memorie.

Nel trimestre di settembre, ha spiegato il manager, Apple aveva già dovuto affrontare costi più elevati rispetto al periodo precedente. L’impatto era stato parzialmente compensato proprio dalle scorte acquistate in anticipo e dai minori costi sostenuti per alcuni componenti diversi dalle memorie.

Per il trimestre di dicembre, tuttavia, l’azienda si aspetta un ulteriore aumento dei costi delle memorie. Una parte dell’impatto dovrebbe essere assorbita dagli aumenti di prezzo introdotti nei mesi precedenti su alcuni prodotti: Mac e iPad alla fine di giugno e iPhone a settembre.

Apple aumenta gli acquisti e non esclude nuovi rincari

Le pressioni sui costi non sembrano destinate a esaurirsi con la fine dell’anno. Ternus ha infatti anticipato che Apple si aspetta un’ulteriore crescita dei prezzi delle memorie anche dopo il trimestre di dicembre.

Il beneficio derivante dalle scorte acquistate in precedenza, inoltre, è destinato progressivamente a diminuire. Per questo motivo, il gruppo sta aumentando gli acquisti di questo componente strategico.

Un’indicazione significativa arriva dagli obblighi di acquisto legati alla produzione, cresciuti di 33 miliardi di dollari tra giugno e settembre. Un dato che, come anticipato dal CEO, sarà riportato nel documento annuale della società.

Alla conference call ha partecipato anche Sabih Khan, direttore operativo responsabile della catena di approvvigionamento e della produzione. Il manager ha confermato l’aumento degli impegni di acquisto, senza però escludere la possibilità di ulteriori rincari per i dispositivi Apple.

iPad in difficoltà: vendite sotto le attese per i problemi di fornitura

Le difficoltà di approvvigionamento hanno avuto conseguenze anche sui risultati commerciali di alcuni prodotti. Nel quarto trimestre, l’iPad è stato infatti uno dei pochi segmenti a non registrare una crescita, a differenza di iPhone e Mac, le cui vendite hanno superato le aspettative degli analisti.

I ricavi della divisione tablet si sono fermati a 6,2 miliardi di dollari, contro i 6,7 miliardi previsti dal mercato. Il dato rappresenta anche una contrazione del 10% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

Apple ha attribuito questa debolezza proprio ai vincoli di fornitura, che hanno limitato la capacità di soddisfare la domanda. Le tensioni nella disponibilità dei componenti incidono quindi non soltanto sui costi industriali, ma anche sulle vendite e sulle prospettive commerciali dell’azienda.

Fonte: TechCrunch

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