Bot oltre gli umani: la nuova sfida per Cloudflare

Micropagamenti, crawler AI e contenuti originali sono al centro della trasformazione raccontata dal CEO Matthew Prince

Redazione
Schematizzazione della gestione web ai nei data center Cloudflare

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

Il traffico generato da bot e sistemi di AI ha ormai superato quello degli utenti umani. A rivelarlo è Matthew Prince, CEO di Cloudflare, che in un’intervista a The Verge ha spiegato come la crescita dell’automazione stia cambiando profondamente il funzionamento e il modello economico del web. A maggio 2026, il traffico non umano ha oltrepassato per la prima volta quello umano e, secondo le proiezioni di Prince, potrebbe arrivare a essere mille volte superiore entro cinque anni.

Cloudflare davanti all’esplosione dell’automazione online

Cloudflare non vuole più essere considerata soltanto una società che rende Internet più veloce e protegge i siti dagli attacchi. Prince descrive l’azienda come una realtà che punta a ricostruire Internet secondo un modello più adatto alla sua evoluzione, facendo leva su una rete presente in oltre 350 città e su migliaia di data center.

Il problema è soprattutto infrastrutturale: un aumento così consistente dei bot significa più banda, server e risorse da finanziare. Il traffico umano, secondo Prince, non dovrebbe diminuire in modo significativo; è invece quello automatizzato a crescere rapidamente.

Il web deve trovare un nuovo modello economico

Per circa trent’anni, la pubblicità ha rappresentato uno dei principali motori economici di Internet. Il problema è che i bot non cliccano sugli annunci e non rispondono ai tradizionali meccanismi dell’economia dell’attenzione.

Da qui nasce l’ipotesi di un sistema basato sui micropagamenti. Cloudflare sta lavorando con aziende come Stripe e Coinbase per rendere possibile il pagamento di piccole somme ogni volta che un agente AI accede a un contenuto. L’idea riprende il protocollo HTTP 402, nato proprio per indicare che una risorsa richiede un pagamento.

Più valore ai contenuti originali

La trasformazione riguarda anche gli incentivi per chi produce informazioni. Prince cita il calo delle contribuzioni a Wikipedia, spiegando che oggi molte persone consumano quelle informazioni attraverso chatbot e motori di risposta, senza necessariamente raggiungere la fonte originale.

Allo stesso tempo, però, il web sta vivendo una nuova fase di crescita grazie agli strumenti che rendono più semplice creare applicazioni e siti. Cloudflare, che secondo Prince si trova davanti a oltre il 20% del web, potrebbe contribuire a creare un sistema nel quale i contenuti originali e realmente utili ricevono una remunerazione quando vengono utilizzati dai sistemi AI.

Google e il controllo dei crawler AI

Uno dei nodi principali riguarda l’accesso dei crawler. Cloudflare ha annunciato che, dal 15 settembre, l’impostazione predefinita per i clienti gratuiti prevede il blocco di Google per il training AI, salvo che il motore distingua chiaramente tra attività di addestramento e ricerca. I proprietari dei siti possono comunque modificare questa impostazione.

Prince sostiene inoltre che Google abbia mostrato una maggiore disponibilità a discutere trasparenza e pagamenti per i contenuti, anche attraverso un sistema che permetta ai publisher di sapere cosa sta facendo il crawler e di stabilire quali utilizzi autorizzare.

L’AI cambia anche Cloudflare

L’intelligenza artificiale sta trasformando anche l’organizzazione interna dell’azienda. All’inizio del 2026 Cloudflare ha licenziato più di mille persone, circa il 20% del personale, una decisione che Prince ha successivamente spiegato in un intervento sul Wall Street Journal dedicato alla sostituzione di alcuni ruoli con l’AI.

La trasformazione riguarda quindi non soltanto il rapporto tra Cloudflare, siti web e bot, ma anche il modo in cui vengono organizzati i processi aziendali. Secondo Prince, il punto centrale è capire come utilizzare l’automazione aumentando la produttività e, allo stesso tempo, riconoscendo il valore delle persone che contribuiscono alla creazione di nuova conoscenza.

La sfida per il futuro dell’informazione online

La questione non è soltanto stabilire chi può accedere ai contenuti, ma anche creare incentivi perché continui a essere prodotto materiale originale. Prince guarda al settore musicale come possibile riferimento: lo streaming ha creato un sistema nel quale una parte dei ricavi viene distribuita ai titolari dei contenuti.

Un meccanismo simile potrebbe emergere anche per l’AI, con una parte del denaro pagato dagli utenti dei servizi destinata non soltanto ai modelli e all’infrastruttura, ma anche a chi produce le informazioni utilizzate per alimentarli. Per Cloudflare, la sfida sarà costruire la tecnologia capace di collegare questi soggetti e trasformare il traffico automatizzato in una nuova fonte di valore per il web.

Fonte: The Verge

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