Negli ultimi giorni abbiamo sentito parlare sempre più di come l’AI sta stravolgendo il mondo della musica. In due dei casi più recenti, quello del finto album della reunion degli Oasis e quello del brano realizzato insieme da Drake e The Weeknd, le reazioni degli artisti sono state opposte. Ma in questo caso si trattava di brani realizzati da terzi. Come stanno affrontando il cambiamento, invece, gli artisti stessi? A cercare di capirlo è stata la ricerca realizzata da Ditto Music.
L’AI e la musica
Secondo la ricerca, il 59,5% degli artisti utilizza già la tecnologia di intelligenza artificiale per creare la propria musica mentre il 47% ha ammesso che la utilizzerà in futuro per scrivere nuove canzoni. Tra gli altri utilizzi dell’AI in campo musicale emergono:
– l’11% ha usato l’AI per scrivere le sue canzoni;
– il 20,3% ha usato l’AI per produrre musica;
– il 30,6% l’ha usata per masterizzare musica;
– infine, il 38% l’ha usata per creare delle nuove copertine accattivanti.
Sebbene questi dati siano relativamente bassi, guardando al futuro le percentuali aumentano con il 47,1% che userebbe l’AI per scrivere i testi, il 66% per masterizzare, il 61,5% per produrre e il 76,5% per le copertine degli album.
“È incoraggiante vedere così tanti musicisti abbracciare i progressi della tecnologia e utilizzare l’intelligenza artificiale come aiuto creativo. In Ditto, siamo orgogliosi di essere all’avanguardia e rimaniamo impegnati a fornire agli artisti gli strumenti, le risorse e il supporto più recenti di cui hanno bisogno per avere successo alle proprie condizioni.”, ha dichiarato il CEO di Ditto Music Lee Parsons in una nota.
Insomma pare che l’interesse degli artisti per l’AI sia in crescita anche se, va sottolineato, che il 28,5% degli intervistati ha dichiarato che non prenderebbe mai in considerazione l’utilizzo della tecnologia AI in nessun modo.