Nella corsa a conquistare il mercato dell’AI generativa, dopo ChatGPT e gli altri presentati dai colossi americani, arriva anche Meta con LLaMA (Large Language Model Meta AI).
Meta presenta LLaMA
A presentare il nuovo modello di linguaggio ad ampio spettro LLaMA è stato lo stesso CEO di Meta Mark Zuckerberg con un post sul blog ufficiale. Secondo quanto si legge si tratta di “un modello linguistico di base all’avanguardia progettato per aiutare i ricercatori a far progredire il loro lavoro in questo sottocampo dell’IA. Modelli più piccoli e più performanti come LLaMA consentono ad altri nella comunità di ricerca che non hanno accesso a grandi quantità di infrastrutture di studiare questi modelli, democratizzando ulteriormente l’accesso in questo campo importante e in rapida evoluzione”.
Secondo gli studi effettuati LLaMA si è dimostrato particolarmente abile nella generazione di testi, nel condurre conversazioni, sintetizzare materiali scritti, risolvere teoremi matematici e anche predire le strutture di una proteina.
Il modello funziona proprio come gli altri di dimensioni più grandi. Basta dargli una sequenza di parole come input e una parola successiva per generare testo in modo ricorsivo. Per addestrare l’intelligenza artificiale Meta ha utilizzato 20 lingue tra le più parlate al mondo con una particolare attenzione a quelle con alfabeti latino e cirillico.
Al momento l’accesso allo strumento sarà concesso caso per caso ai ricercatori accademici; quelli affiliati a organizzazioni governative, della società civile e del mondo accademico; e laboratori di ricerca industriale in tutto il mondo.
“Crediamo che l’intera comunità dell’IA – ricercatori accademici, società civile, responsabili politici e industria – debba lavorare insieme per sviluppare linee guida chiare sull’IA responsabile in generale e sui modelli linguistici di grandi dimensioni responsabili in particolare. Non vediamo l’ora di vedere cosa la comunità può imparare – e alla fine costruire – utilizzando LLaMA”, ha concluso Zuckerberg.