Gaming in Italia: il mercato cresce del 21,9% rispetto al 2019

Redazione
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Complici le restrizioni imposte dalla pandemia e il lancio delle console next-gen, il mercato del gaming è in forte crescita in Italia.


IIDEA, l’Associazione che rappresenta l’industria dei videogiochi in Italia, ha presentato l’edizione del Rapporto Annuale che fotografa il mercato del gaming e il pubblico dei videogiocatori in Italia nel 2020.

In base a quanto rilevato, per il 2020 si parla di annata storica: il mercato del gaming ha infatti generato una performance storica registrando un giro d’affari di 2 miliardi e 179 milioni di euro con una crescita del +21,9% rispetto al 2019. Un risultato, come siamo abituati a vedere quest’anno anche in altri settori, su cui ha giocato un ruolo fondamentale il distanziamento sociale e le restrizioni imposte dalla pandemia.

Il 2020 è stato un anno estremamente positivo per il settore dei videogiochi, con un mercato che in Italia continua a crescere anno dopo anno e che negli ultimi dodici mesi ha fatto registrare numeri record. Questa crescita significativa non è solo frutto della pandemia che ci ha fatto passare più tempo tra le mura domestiche ma è una testimonianza del crescente interesse nei confronti dei videogiochi come forma di intrattenimento e di comunicazione”, ha affermato Marco Saletta, Presidente di IIDEA. “Il 2020 ha infatti segnato un punto di svolta anche nella percezione sociale e culturale del medium e ha portato con sé una più ampia comprensione da parte dell’opinione pubblica delle potenzialità del videogioco come strumento di socialità e apprendimento”.

Il mercato del gaming comunque cresce di anno in anno: il fattore covid-19 dunque avrebbe in qualche modo accelerato il raggiungimento di volumi più alti. A fare da traino le vendite sul fronte software fanno da traino, soprattutto se si guarda al segmento digitale, dove rientrano digital download su console e PC e di app.

Lo spettro della pandemia si vede soprattutto nelle abitudini di gioco: nel corso del 2020 gli italiani hanno dedicato in media 8 ore a settimana al gaming su tutti i device, oltre mezz’ora in più rispetto alla rilevazione precedente.

I videogiochi multiplayer online hanno avuto un ruolo di supporto per i giocatori: il 50% li ha usati per rimanere in contatto con gli amici, il 48% per sentirsi meno isolato, il 39% come strumento per sentirsi meno ansioso – e oltre un terzo di loro (il 36%) ha dichiarato che i videogiochi hanno aiutato a sentirsi felici. Anche in ambito familiare i videogiochi hanno giocato un ruolo importante: il 19% ha dichiarato di aver giocato con i propri figli, dato che sale al 22% tra quanti hanno figli nella fascia 6-10 e al 20% nella fascia degli 11-15 anni.

Un boost notevole al mercato del gaming è stato anche generato dal lancio delle console next gen, PlayStation 5 – nonostante le difficoltà di acquisto per il cliente finale – Xbox Series X e S e Nintendo Switch: grazie a questi tre attori, il comparto console ha sviluppato un fatturato di 395 milioni di euro con un trend di crescita del 6,9%.

La classifica aggregata (tutte le piattaforme, fisico e digitale) è guidata da FIFA 21, seguito da Grand Theft Auto V e FIFA 20, stesso podio della Top 10 dei videogiochi su console.

I generi più venduti nel 2020 sono stati Action, Sports Games e Adventure. Interessante il terzo posto del genere Strategy nella Top 10 relativa unicamente ai videogiochi più venduti su PC.

Con un incremento del 21,9% rispetto al 2019, per la prima volta il mercato italiano dei videogiochi ha superato la soglia dei 2 miliardi di euro nel 2020, grazie all’ottima performance delle vendite software con un fatturato di quasi 1,8 miliardi di euro“, ha dichiarato Antonio Rubio, International Sales Director di B2Boost. “Nonostante il segmento hardware aggregato abbia registrato un incremento complessivo del 10,3%, la crescita delle vendite software è quella più rilevante. In particolare i download digitali hanno affrontato la più forte espansione con un fatturato di 799 milioni di euro rispetto ai 602 milioni di euro dell’anno precedente. In larga misura, a causa della pandemia e dei blocchi, i consumatori italiani hanno acquistato più giochi in digitale, avendo meno possibilità di acquistarli al dettaglio”.

Non solo: il gaming come strumento di socializzazione e inclusione si è definitivamente affermato anche nel nostro Paese. Infatti le potenzialità del gaming come linguaggio narrativo, divulgativo e sociale si sono rese evidenti a famiglie, educatori, aziende e a chiunque abbia avuto modo di approcciarsi al medium, constatando la sua grande capacità di coinvolgere positivamente le persone e di generare valore. 

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