Empatia, leadership e pensiero critico diventeranno cruciali nell’era dell’Intelligenza Artificiale (AI). A dirlo è il recente report “Elevating Human Potential: The AI Skills Revolution” della società Workday Inc., un’analisi approfondita sull’impatto dell’AI nel mondo del lavoro. Una tecnologia che, stando alla ricerca, non sostituirà gli esseri umani, ma anzi farà da catalizzatore per una rivoluzione delle competenze umane, valorizzando qualità come l’empatia e la capacità di prendere decisioni etiche, sempre più centrali nel mondo del lavoro.
AI e lavoro, la percezione dell’intelligenza artificiale tra i lavoratori
Nonostante la rapida evoluzione degli Agent AI sia destinata ad avere un forte impatto sul mondo del lavoro, alimentando timori su demansionamenti e disoccupazione, questa ricerca, condotta su 2.500 lavoratori a tempo pieno provenienti da 22 Paesi, offre una visione più ottimistica del futuro.
Secondo il report, gli utenti attivi nel campo dell’AI sono ottimisti riguardo ai benefici della tecnologia, con un punteggio di 4,23 su 5. Inoltre, ben il 93% degli utenti attivi afferma che l’AI consente loro di dedicarsi a responsabilità di livello superiore, come la strategia e la risoluzione di problemi. Al contrario, coloro che prevedono di adottare l’AI nel prossimo anno si dimostrano meno ottimisti, con un punteggio di 3,89.
“La discussione sull’AI spesso si concentra sulla paura e la perdita dei posti di lavoro, ma noi la vediamo come un’opportunità straordinaria“, ha dichiarato Jim Stratton, Chief Technology Officer, Workday. “Se pensiamo all’Intelligenza Artificiale per il bene comune, possiamo valorizzare ciò che ci rende unici come esseri umani, la nostra creatività, empatia e capacità di connessione, e costruire un ambiente di lavoro in cui queste competenze guidino il successo. La nostra ricerca mostra che i lavoratori sono pronti al cambiamento“.
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Le competenze umane al centro del futuro lavorativo
Secondo la ricerca, l’81% degli intervistati afferma che l’AI sta ridefinendo le competenze richieste per i propri ruoli. “I tre principali utilizzi di questa tecnologia oggi includono l’analisi dei dati (51%), il rilevamento delle frodi e il monitoraggio della sicurezza (43%), la gestione delle risorse umane e i processi di recruiting (39%)“. Inoltre, l’83% degli intervistati crede che l’AI accrescerà l’importanza di queste skills, evidenziando un cambiamento positivo rispetto a precedenti sondaggi.
L’analisi di Workday sottolinea inoltre come le competenze esclusivamente umane diventeranno sempre più cruciali in un contesto lavorativo dominato dall’AI. “Questo momento cruciale, in cui riconosciamo il ruolo trasformativo di questa tecnologia nel futuro del lavoro e il valore delle competenze esclusivamente umane, sta portando a una rivoluzione delle competenze guidata dall’Intelligenza Artificiale, che avrà un impatto su tutti, dagli operai ai data analyst“, si legge nel comunicato.
Secondo Jennie Rogerson, global head of people di Canva, “Nel 2025, l’AI giocherà un ruolo importante nel migliorare l’efficienza delle operazioni dei team HR, ma non sostituirà gli elementi essenziali umani, come l’empatia, la comunicazione e la costruzione di relazioni“.
La connessione umana nell’AI nel lavoro
Un’importante discrepanza si è manifestata tra i dipendenti e i manager riguardo l’importanza della connessione umana nel posto di lavoro. Mentre l’82% dei collaboratori crede che la necessità di interazione umana aumenterà con l’uso dell’AI, solo il 65% dei manager condivide questa visione. Questa divergenza rappresenta un’opportunità per i manager, che devono promuovere relazioni autentiche all’interno dei loro team, riconoscendo il valore della connessione umana.
Interrogati su come l’AI influenzerà le priorità di leadership, gli intervistati hanno identificato tre aree chiave: “ottimizzare il processo decisionale basato sui dati, dare priorità all’upskilling e all’apprendimento nell’utilizzo delle tecnologie AI e riallocare le risorse in aree più critiche, man mano che avviene l’automatizzazione delle attività di routine“. Questo evidenzia il potenziale dell’AI nel supportare i manager, consentendo loro di concentrarsi maggiormente sulla coltivazione dell’empatia e sul rafforzamento delle relazioni all’interno dei team.
Trasparenza e responsabilità delle organizzazioni
Infine, sempre secondo la ricerca, il 90% dei lavoratori ritiene che l’AI possa migliorare la trasparenza e la responsabilità delle organizzazioni. Tuttavia, ciò richiede un impegno collettivo per un’adozione responsabile della tecnologia. I dati mostrano che il 54% degli intervistati si aspetta che il settore tecnologico guidi gli sforzi per garantire trasparenza e responsabilità nell’integrazione dell’AI.
Tuttavia, la responsabilità condivisa attribuita alle singole organizzazioni (12%) e ai governi (12%) riflette una visione condivisa, secondo cui la fiducia nell’AI può essere costruita solo attraverso la collaborazione tra i diversi settori.
“Le aziende tecnologiche, le organizzazioni e i governi devono lavorare insieme per garantire che l’AI apporti beneficio a tutti. Solo attraverso questa collaborazione si potrà costruire un futuro in cui esseri umani e AI collaboreranno, raggiungendo risultati superiori a quanto sarebbe possibile per ciascuno singolarmente“.