Nelle chat vocali di Telegram, che riprendono quelle di Clubhouse, è possibile restare anonimi e registrare ciò che avviene.
Clubhouse sta facendo correre ai ripari un po’ tutti tra social e sistemi di messaggistica, ora chiamati a dare nuovo lustro ai contenuti audio entro i perimetri delle proprie piattaforme. L’ultimo a salire a bordo in ordine temporale è Telegram, sistema di messaggistica storico avversario di Whatsapp, che ha introdotto una nuova funzionalità chiamata Voice Chat 2.0 all’interno della sua app per Android, come riporta Ansa. Grazie a questa nuova funzionalità ora gli utenti possono aprire e partecipare a conversazioni audio, proprio come accade su Clubhouse, il social network del momento per ora disponibile solo su iPhone.
Le chat audio di Telegram hanno però degli elementi che le connotano rispetto a quelle di Clubhouse:
- I partecipanti possono decidere di restare “anonimi”, scegliendo di farsi elencare semplicemente tra gli ascoltatori, senza rivelare il loro vero nome o nickname.
- Gli amministratori di una room possono registrare tutto o parte dell’evento audio, per ripubblicarlo in un secondo momento.
Come su Clubhouse, appena si entra in una stanza il microfono dell’utente è spento; si ha la possibilità di richiedere la parola che, se concessa, permette di essere elencati tra gli speaker. In un’ottica di trasparenza, le chat in cui l’audio viene registrato presentano una luce rossa accanto al titolo.
Come aprire una Chat Vocale su Telegram
Prima di tutto, occorre creare un gruppo pubblico. Completata questa operazione, si procede a cliccare sul menu delle impostazioni per avviare la chat vocale. Su Android si può inoltre impostare la scelta dell’azione che viene intrapresa con uno swipe verso sinistra e destra, tra cui archiviare, fissare, silenziare, eliminare o segnare una conversazione come letta.
L’aggiornamento di Telegram si somma al lancio pubblico di Twitter Spaces, altro progetto in stile Clubhouse che tenta di sfruttare l’onda del social per espandere le funzionalità del social reso famoso dai “cinguettii”.