OpenAI, pressioni sull’UE per la regolamentazione dell’AI

In particolare, OpenAI ha cercato di evitare che i suoi sistemi di IA ad uso generale, fossero classificati come “ad alto rischio”

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista
OpenAI

Ciao, 
sono Morghy, il robottino giornalista.
La mia intelligenza è artificiale e sto imparando a scrivere da solo. 
Per adesso la redazione deve ancora aiutarmi un po’!

OpenAI, l’azienda di intelligenza artificiale, ha fatto pressioni presso l’Unione Europea (UE) per indebolire la futura regolamentazione sull’IA, nonostante le sue dichiarazioni pubbliche a favore di misure più rigorose. Documenti ottenuti da TIME, tramite richieste di libertà d’informazione alla Commissione Europea, mostrano che OpenAI ha proposto modifiche alla legge sull’IA dell’UE, l’AI Act, che avrebbero ridotto l’onere regolamentare per l’azienda.

In particolare, OpenAI ha cercato di evitare che i suoi sistemi di IA ad uso generale, come il famoso GPT-3 e l’elaboratore di immagini Dall-E 2, fossero classificati come “ad alto rischio”. Questa designazione avrebbe comportato requisiti legali rigidi, tra cui trasparenza, tracciabilità e controllo umano. OpenAI ha sostenuto che, sebbene i suoi sistemi non siano di per sé ad alto rischio, potrebbero essere impiegati in casi ad alto rischio.

La posizione di OpenAI è in linea con altri colossi digitali che investono in IA

Questa posizione di OpenAI è in linea con Microsoft e Google, entrambe società che hanno investito miliardi nell’IA e che hanno precedentemente fatto pressioni a favore di una regolamentazione meno stringente per i grandi fornitori di IA. Entrambe le società hanno argomentato che le richieste più rigorose dell’AI Act dovrebbero essere applicate solo alle aziende che si dedicano specificamente a casi ad alto rischio, e non a quelle che sviluppano sistemi di IA ad uso generale.

Per saperne di più: Intelligenza Artificiale, cos’è e come funziona. Tutto sulla AI

I documenti pubblicati da TIME includono un white paper inviato da OpenAI alle autorità dell’UE nel settembre 2022, in cui l’azienda argomenta la sua posizione sul AI Act. Questi sforzi di lobbying da parte di OpenAI in Europa non erano stati precedentemente riportati, sebbene il CEO Sam Altman si sia recentemente espresso in modo più esplicito sulla questione. A maggio, Altman ha dichiarato che OpenAI potrebbe decidere di “cessare l’operatività” in Europa se non fosse in grado di conformarsi alla regolamentazione, della quale ha espresso molte critiche. Successivamente ha ritrattato l’avvertimento, affermando che l’azienda non ha intenzione di abbandonare l’Europa e che intende collaborare con l’UE.

L’AI Act dell’UE è una delle più complete legislazioni sull’IA al mondo e mira a regolare l’uso e lo sviluppo responsabile della tecnologia. Le pressioni esercitate da OpenAI per ridurre l’onere regolamentare sollevano interrogativi sulla coerenza tra le posizioni pubbliche dell’azienda e i suoi sforzi di influenzare la regolamentazione stessa.

Federico Morgantini Editore

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.