Cybersecurity: l’Italia è terzultima al mondo per la conoscenza di strumenti per la protezione della privacy digitale 

Secondo lo studio di NordVPN gli italiani sono terzultimi nella conoscenza degli strumenti di Cybersecurity

Redazione
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Secondo una recente analisi dell’azienda di cybersecurity NordVPN gli italiani sono terzultimi al mondo in tema di cybersecurity.

Italiani e cybersecurity: c’è ancora molto da fare

Secondo lo studio, nello specifico, gli italiani avrebbero ancora molto da imparare in tema di cybersecurity specie quando si parla dello spoofing degli indirizzi URL ovvero le tecniche usate dagli hacker per far sembrare un indirizzo internet sicuro anche quando non lo è. In particolare solo il 3% degli italiani ha una buona conoscenza degli strumenti online che proteggono la privacy digitale e solo 1 su 10 sa quali dati vengono raccolti dagli ISP, i fornitori di connettività internet, all’interno dei metadati.

Di contro però gli italiani sembrano piuttosto bravi a creare password solide (97%), a far fronte a offerte sospette da parte di servizi di streaming (92%) e conoscono bene anche i rischi che si corrono salvando i dati relativi alle carte di credito sul proprio browser, o quelli che derivano dall’utilizzo di password simili su diversi account (85%).

Per saperne di più: Sicurezza informatica: cos’è la cyber security e come metterla in atto

Dalla parte opposta della classifica, e quindi con alta conoscenza sui temi della privacy e cybersecurity, invece, troviamo Polonia e Singapore (64/100); Germania e Stati Uniti (63/100); e Regno Unito, Austria e Portogallo (62/100). Va detto, però, che nonostante i punteggi più che sufficienti di alcuni paesi, a livello globale i risultati mostrano che la consapevolezza in tema di privacy online e cybersecurity sta calando di anno in anno.

Vista la crescente complessità delle minacce online, non ci sorprende vedere che la privacy online e la cybersecurity a livello globale sia in declino. Il paradosso è che più aumentano le soluzioni di sicurezza, peggiori diventano i risultati di anno in anno. Aumentare la consapevolezza sui rischi potenziali e formare gli utenti, condividendo le best practice di settore, dovrebbe essere la nostra priorità” ha dichiarato Marijus Briedis, chief technology officer (CTO) di NordVPN.

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