Per chi dice che l’Email marketing in Italia è morto, si sbaglia. Secondo l’indagine di Getresponse eseguita su oltre 30 miliardi di mail a livello globale, infatti, risulta ancora oggi il canale più affidabile per la promozione e comunicazione di un brand. Ecco quindi alcuni trend per il 2025 per non rimanere indietro.
I trend dell’Email marketing per il 2025
Il primo dato interessante è che l’Italia si conferma nella top 10 globale per risultati medi nazionali riferiti all’email marketing. Con un tasso di apertura medio totale del 44.38% il Belpaese si attesta infatti in ottava posizione, dietro soltanto a Romania, Australia, Belgio, Stati Uniti, Paesi Bassi, Filippine e Francia. Le metriche fondamentali dell’email marketing, però, sono meno ottimiste: la percentuale di click sull’email (CTR) è del 2.87% (ben sotto la media globale), mentre il tasso di click su aperture (CTOR) non supera il 7%. I dati quindi confermano il ruolo centrale che questa attività ha ma pongono anche nuovi interrogativi e sfide sull’effettivo coinvolgimento dei contatti.
Ma secondo i principali dati quali sono i trend del mercato del prossimo anno?
Il primo riguarda i settori dove, alcuni più di altri, attirano e interessano l’utente. In Italia i settori con gli cui gli italiani interagiscono maggiormente sono Automotive (open rate del 58.87% e click to open del 7.18%), Non-profit (51.98% e 8.96%) e Immobiliare (51.39% e 15.46%). Tassi di apertura e click abbastanza bassi invece nell’ambito Istruzione e dei Servizi Legali.
Il secondo trend riguarda l’orario di invio delle mail. Quasi il 19% dei messaggi infatti viene aperto entro la prima ora. Lato engagement, invece, gli italiani reagiscono entro la prima ora dall’invio con una percentuale di click del 31.07%. Già a partire dalla seconda ora (7.61%), il dato cala drasticamente. Ovviamente l’orario e il giorno adatto variano secondo diversi fattori ma, in linea di massima sembra che il mercoledì e il sabato sono i momenti migliori per ottenere alti tassi di open rate (rispettivamente 44.53% e 44.55%); mentre il martedì e la domenica registrano i maggiori tassi di CTOR (6.03% e 6.28%).
Analizzando le tipologie, invece, sembra che il formato email che assicura i maggiori tassi di apertura (65.91%) e di click (8.22%) in Italia è quello degli autoresponder, solitamente utile per l’invio di email in sequenza. Seguono le email di automation (indicate nel report con il termine Triggered), con tassi di apertura pari a 55.93% e di click pari al 7.65%. In terza posizione si classifica la newsletter tradizionale con un open rate di 43.54%. Più staccate le RSS (open rate del 37.24%).
Come stiamo vedendo in varie aree anche del mondo tech, la personalizzazione sta diventando il cuore di ogni attività e novità. Questo vale anche per le mail dove la personalizzazione nell’oggetto e nel testo delle email assicurano ancora tassi di apertura superiori rispetto a quelle standardizzate (46.66% vs 43.17% nel caso del testo email). l’altro fattore vincente sono le immagini che attirano più del semplice testo e alleggeriscono la lettura.
Infine, ma non certo per importanza, bisogna fare attenzione all’oggetto. Essendo proprio questo che fa decidere all’utente se aprire o cestinare una mail, l’oggetto deve essere lungo il giusto, all’incirca tra i 191 e i 210 caratteri.
Riguardo le parole che attirano nell’oggetto dell’email vi sono, invece, pdf (tasso di apertura del 58.54%), garantito (56.6%), newsletter (53.15%), svendita/vendita (54.22%), guida (52.78%). Al contrario, sconsigliato inserire termini come prezioso, affrettati, offerta, oggi , scontato nell’oggetto dell’email. L’open rate crolla in quest’ultimo caso sotto il 28%.