Con l’AI gli attacchi phishing sono aumentati del 60%

Attacchi phishing in crescita anche grazie alle nuove tecnologie come l’AI. Ecco le aree, i settori e brand più presi di mira nell’ultimo anno

Redazione
cybersecurity - sicurezza informatica, phishing

Negli ultimi anni, gli attacchi di phishing hanno registrato un preoccupante aumento, diventando una delle principali minacce alla sicurezza informatica a livello globale. Questo tipo di attacco, che sfrutta l’ingegneria sociale per ingannare le vittime e rubare dati sensibili come password, informazioni bancarie e dati personali, è aumentato del 60% a livello globale. La crescita, dovuta in parte anche all’aumento delle nuove tecnologie prima tra tutte l’AI, è stato analizzato nel report Zscaler ThreatLabz 2024 Phishing.

Attacchi phishing, in quali aree e settori sono più frequenti

L’indagine ha cercato di inquadrare in quali aree, settori e persino brand gli attacchi di phishing sono aumentati di più.

Da un punto di vista geografico si notano particolari incrementi soprattutto negli Stati Uniti (55,9%), nel Regno Unito (5,6%) e in India (3,9%) mentre chiudono la top 5 Canada (2,9%) e Germania (2,8%). Il punto di origine della maggior parte degli attacchi, invece, è avvenuto negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Russia.

Da un punto di vista settoriale, il mondo finanziario e assicurativo è quello che ha registrato il maggior numero di attacchi arrivando a +393%. Segue, seppur a netta distanza col + 31%, il settore manifatturiero mentre chiude il mondo dei servizi che in un anno ha totalizzato 15,8% degli attacchi.

Infine, analizzando i marchi più colpiti, vi sono Microsoft, OneDrive, Okta, Adobe e SharePoint. Microsoft è il marchio che da solo ha ricevuto il maggior numero di attacchi arrivando a totalizzare il 43%. Segue a netta distanza OneDrive col 12% e SharePoint col 3%.

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Il phishing rimane una minaccia persistente e spesso sottovalutata nel panorama della sicurezza informatica, che diventa sempre più sofisticata man mano che i criminali informatici sfruttano i progressi dell’AI generativa e manipolano piattaforme affidabili per intensificare gli attacchi“, ha dichiarato Deepen Desai, CSO e Head of Security Research.

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