Grok entra nelle applicazioni di Microsoft 365 Copilot. I modelli di intelligenza artificiale sviluppati da xAI sono infatti in fase di test all’interno di Word, Excel e PowerPoint, ma la novità non è ancora disponibile per gli utenti europei.
Microsoft porta Grok nelle app di Microsoft 365
L’integrazione è stata annunciata direttamente dal CEO di Microsoft, attraverso un rilancio del post pubblicato dal profilo ufficiale di Microsoft 365 su X. Il rollout è già iniziato e coinvolge inizialmente gli account consumer che partecipano al programma Frontier, attraverso il quale Microsoft mette a disposizione in anteprima alcune delle funzionalità più recenti.
L’azienda di Redmond continua così a puntare su una strategia sempre più aperta ai modelli AI sviluppati da società esterne. Dopo aver introdotto quelli di Claude, realizzati da Anthropic, e i propri modelli, Microsoft porta quindi anche Grok all’interno della sua suite per la produttività.
Un test prima della distribuzione su larga scala
L’integrazione di Grok è ancora in una fase di test. L’obiettivo è raccogliere i feedback degli utenti e utilizzare queste informazioni per apportare eventuali modifiche prima di procedere con una distribuzione più ampia.
Al momento, però, Microsoft non ha indicato quale specifico modello di Grok sia stato integrato in Microsoft 365 Copilot. L’ipotesi è che possa trattarsi di Grok 4.6, presentato poco più di un mese fa, ma non ci sono conferme ufficiali in merito.
La scelta di Microsoft si inserisce in un percorso di diversificazione dell’offerta AI di Copilot, dopo la fine della fase in cui la partnership con OpenAI rappresentava il principale punto di riferimento per le tecnologie di intelligenza artificiale della società.
Grok non è ancora disponibile in Europa
La novità ha però un limite geografico importante. Gli utenti europei non possono ancora accedere all’integrazione di Grok nelle applicazioni Microsoft 365 interessate.
L’esclusione non riguarda soltanto l’Unione europea: per il momento sono fuori anche i Paesi appartenenti all’EFTA, l’Associazione europea di libero scambio, e il Regno Unito. Non sono state indicate tempistiche per un’eventuale estensione del test a questi mercati.