La digital transformation sta rimodellando la quotidianità, ecco cosa ci aspetta nel new normal post pandemia

Ericsson ha deciso di analizzare le abitudini socio-economiche di miliardi di consumatori attraverso uno studio sulla digital transformation

Redazione
digital transformation

Ci stiamo ormai avvicinando al secondo anno dallo scoppio della pandemia, una situazione di emergenza totalmente imprevista che ha radicalmente cambiato le abitudini di vita di ogni persona.

Nei giorni scorsi Ericsson ha deciso di redigere uno studio sul futuro della realtà urbana nel 2025, analizzando le abitudini socio-economiche di 2,3 miliardi di consumatori. Ecco alcuni spunti:

Il focus sarà ovviamente sull’online: 1 su 2 si aspetta di usare l’e-learning per aggiornarsi e più della metà dei consumatori a livello globale crede che tutte le loro attività di intrattenimento avverranno in formato digitale. Più di un terzo, inoltre, ha ammesso di ordinare la spesa soltanto online.

I consumatori, però, guardano al futuro con previsioni opposte: il 64% ritiene che i livelli di stress aumenteranno, mentre 7 su 10 si aspettando di condurre una vita più sana e regolare. La comodità, inoltre, arriverà a discapito della privacy: anche in questo caso 7 su 10 vorrebbero prestare maggiore attenzione alla loro sicurezza e privacy online.

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C’è anche grande preoccupazione attorno alla tematica del cambiamento climatico: la metà dei consumatori, infatti, vorrebbe acquistare prodotti locali e compiere azioni finalizzate alla riduzione dell’inquinamento atmosferico. 1 su 3 ha persino espresso la volontà di astenersi dal viaggiare in aereo durante il tempo libero.

Lo studio di Ericsson sul futuro della Digital transformation

Entrando nel cosiddetto “New Normal”, inoltre, i consumatori avranno aggiunto alla propria routine 10 ore alla settimana di tempo trascorso in rete e 2,5 servizi aggiuntivi alle loro attività giornaliere. L’inclusività digitale, dunque, deve rappresentare una delle priorità per creare delle società resilienti.

Tra i grandi spunti emersi dalla ricerca vi è anche il tema sempre più caldo del remote working: 1 su 4 si aspetta di continuare a lavorare a distanza anche nel post pandemia e, allo stesso modo, gli studenti universitari pensano che oltre il 60% delle loro ore di studio avverrà da remoto.

Cambieranno inevitabilmente anche i modi di viaggiare: 1 su 4 ha espresso il desiderio di andare in bicicletta o camminare, mentre altri hanno una visione opposta e continuano a preferire gli spostamenti in auto.

Sarà infine privilegiata la cura della propria salute, portando a un boom dei servizi di eHealth, ovvero salute digitale. Durante la pandemia la frequenza di utilizzo è salita di 4,5 volte al mese ma, secondo la ricerca, potrebbe aumentare a 5,2 volte nell’immediato futuro.

Federico Morgantini Editore

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