NFT e ambiente normalmente non vanno di pari passo, anzi. Ma le cose sono destinate a cambiare. Da Londra, infatti, arriva il primo non-fungible token green.
NFT e ambiente
Operare nell’ambito dei Bitcoin, NFT e valute digitali è tutt’altro che green. Per alimentare, raffreddare e immagazzinare le apparecchiature informatiche specializzate, infatti, serve una notevole quantità di energia che, per la maggior parte, proviene da fonti combustibili fossili che offrono prezzi economici.
Per cercare di arginare la situazione è nato il Crypto Climate Accord con l’obiettivo di decarbonizzare completamente l’intero settore e raggiungere emissioni nette di gas serra pari a zero entro il 2040. Per farlo, ha stabilito due tappe fondamentali quali:
- Lavorare al fianco dei sostenitori per sviluppare strumenti e tecnologie in grado di accelerare l’adozione di energia rinnovabile al 100% per le blockchain entro il 2025;
- Raggiungere il traguardo di emissioni nette zero dal consumo di elettricità per i firmatari entro il 2030.
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L’idea italiana da Londra
Arriva da Londra il primo NFT sostenibile anche se, l’idea è italiana. A studiarlo è stato infatti Paolo Taticchi uno degli accademici più influenti al mondo nonché professore della UCL (University College of London) School of Management e uno dei massimi esperti di sostenibilità aziendale. Al suo fianco, per realizzare l’NFT green, vi sono il disegnatore Michele Fabbro e l’artista Massimiliano Donnari, noto semplicemente come MAMO.
Il non-fungible token è una rappresentazione della regina Elisabetta II che, vestita in modo casual, indossa un top con lo slogan: “NFT – usa e consuma responsabilmente”. Per evitare il problema dei modelli di trading NFT, energivori e inquinatori, il token è stato realizzato sulla blockchain ad alta efficienza energetica di Stratisphere. Ma non solo, unitamente all’NFT non vendibile, è stato realizzato anche il Manifesto della Sostenibilità al quale si può accedere semplicemente cliccando sul link inserito nella descrizione del token. Al suo interno vi è un vademecum sulle migliori pratiche green per educare le aziende a un uso responsabile dei non-fungible token. L’obiettivo è, infatti, quello di contenere l’utilizzo delle tecnologie energivore puntando all’azzeramento delle emissioni di anidride carbonica. Anche Treedom ha supportato il Manifesto: la società ha infatti piantato un albero in suo onore compensando l’inquinamento prodotto dall’NFT.
Federico Morgantini Editore