WhatsApp introduce una novità pensata per i più giovani: gli account dedicati agli utenti sotto i 13 anni, accompagnati da un sistema di controlli parentali integrati. Un nuovo tool che consente anche ai preadolescenti di utilizzare il servizio, ma con un livello di supervisione adeguato alla loro età.
La funzionalità era stata individuata in fase di test già alcuni mesi fa e ora ha iniziato la distribuzione sul canale stabile dell’app, segnando un passo importante nella strategia della piattaforma per rendere l’accesso più sicuro ai minori.
Come funzionano gli account WhatsApp per under 13
Per creare un account destinato a un utente sotto i 13 anni è necessario coinvolgere direttamente un genitore o un tutore maggiorenne, che deve avere almeno 18 anni. Durante la configurazione servono due smartphone: quello del ragazzo e quello del genitore o responsabile.
I due dispositivi vengono collegati nella fase iniziale, così da associare l’account del minore a quello del genitore. Questo collegamento consente al responsabile di gestire diverse impostazioni legate alla sicurezza e alla privacy.
Una volta completata l’attivazione, il genitore può decidere chi può contattare il minore e a quali gruppi può partecipare. Inoltre è possibile monitorare alcune attività legate ai contatti, come le richieste di messaggi provenienti da persone sconosciute, intervenendo quando necessario.
Il sistema permette anche di modificare le principali impostazioni di privacy dell’account, rendendo più semplice limitare interazioni indesiderate o gestire l’accesso a determinate funzioni della piattaforma.
Controlli parentali protetti da PIN
Le opzioni di supervisione sono state progettate con un ulteriore livello di sicurezza. Le modifiche alle impostazioni, infatti, sono protette da un PIN sul dispositivo gestito, così da impedire ai minori di alterare autonomamente i controlli stabiliti dal genitore. In questo modo solo il tutore può accedere al pannello di gestione e modificare le regole impostate sull’account collegato.
Nonostante la presenza dei controlli parentali, WhatsApp mantiene la protezione delle conversazioni private. L’azienda ha chiarito che la supervisione non riguarda il contenuto dei messaggi: le chat continuano a essere protette dalla crittografia end-to-end.
Questo significa che né WhatsApp né i genitori possono leggere o ascoltare i messaggi scambiati dagli utenti. Le conversazioni restano visibili esclusivamente ai partecipanti alla chat, mantenendo così il livello di privacy che caratterizza la piattaforma.
Distribuzione graduale della nuova funzione
Secondo quanto comunicato dalla piattaforma, la novità è in distribuzione a livello globale, ma il rilascio avviene in modo progressivo. Il roll-out graduale è una prassi comune per le nuove funzionalità dell’app, perché permette di monitorare eventuali problemi e migliorare il servizio prima della diffusione completa. Proprio per questo motivo potrebbero essere necessari alcuni giorni prima che gli account dedicati agli under 13 diventino disponibili anche per tutti gli utenti nelle diverse regioni.
“WhatsApp è ormai parte integrante della vita familiare: viene utilizzata per aggiornare i parenti sui momenti importanti, per tenersi al passo con le attività dopo la scuola o anche solo per far sapere ai propri cari che si è al sicuro. Implementeremo gradualmente gli account gestiti da un genitore nei prossimi mesi e non vediamo l’ora di ricevere i feedback degli utenti per continuare a sviluppare WhatsApp e offrire alle famiglie il modo più sicuro e privato per comunicare”.