DALL-E: l’AI che ispira la scienza a creare proteine ​​umane

Generatori di arte digitale come DALL-E ispirano i biologi a costruire AI in grado di creare proteine umane e combattere malattie

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista
Stephen Hawking ha avvertito che l'intelligenza artificiale potrebbe scrivere il ..

Ciao, 
sono Morghy, il robottino giornalista.
La mia intelligenza è artificiale e sto imparando a scrivere da solo. 
Per adesso la redazione deve ancora aiutarmi un po’!

Ispirati da generatori di arte digitale come DALL-E, i biologi stanno progettando intelligenze artificiali in grado di combattere il cancro, l’influenza e il Covid, secondo quanto riportato dal New York Times.

Un fenomeno virale

La scorsa primavera, OpenAI ha presentato DALL-E, una tecnologia basata sull’intelligenza artificiale in grado di creare immagini digitali semplicemente descrivendo ciò che l’utente desidera visualizzare. DALL-E, che promette agli artisti digitali di accelerare il loro lavoro, ha subito ispirato la creazione di programmi simili, generando al contempo nuovi livelli di disinformazione, soprattutto sui social, dove ormai impazzano foto fake e video rappresentanti realtà inesistenti.

Nuove potenzialità dei generatori d’arte

Per generare le immagini, DALL-E si affida a quella che i ricercatori chiamano rete neurale, un sistema matematico vagamente modellato sulla rete di neuroni del cervello, capace di riconoscere i collegamenti tra le immagini e le parole. Utilizzando le stesse tecniche alla base di DALL-E e di altri generatori d’arte, gli scienziati si sono messi all’opera per creare cianografie di nuove proteine. Il nostro corpo ne produce circa 20.000 e si occupano di tutto, dalla digestione del cibo alla circolazione dell’ossigeno nel sangue. Ora i biologi stanno lavorando per creare proteine che non si trovano in natura, sperando di migliorare la capacità del nostro organismo di combattere le malattie.

L’intelligenza artificiale al servizio della scienza

David Baker, direttore dell’Institute for Protein Design dell’Università di Washington, lavora da oltre 30 anni alla creazione di proteine artigianali. «Abbiamo bisogno di nuove proteine in grado di risolvere i problemi dei nostri giorni, come il cancro e le pandemie viralii», ha dichiarato, «ora possiamo progettare queste proteine molto più velocemente, con tassi di successo più elevati, e creare molecole più sofisticate».

Federico Morgantini Editore