Ransomware: l’Italia è tra i Paesi più colpiti al mondo

Secondo il Y-Report 2023 di Yarix, l’Italia è nel mirino degli attacchi ransomware entrando nella Top 5 dei Paesi più colpiti al mondo

Redazione
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In questi giorni Yarix ha pubblicato il suo Y-Report 2023 che cerca di presentare un quadro completo sugli attacchi informatici avvenuti nell’ultimo anno.
Secondo i dati nel 2022, sono stati registrati oltre 175 mila incidenti informatici e, nello specifico, attacchi ransomware, specie in Italia che si posiziona al quinto posto, nel mondo, tra i Paesi più colpiti.

Gli attacchi ransomware in Italia

Secondo il report, l’Italia spicca per l’incidenza di ransomware, che si conferma uno dei maggiori fattori di rischio per la sicurezza delle aziende e del sistema Paese. Nello specifico, a livello globale, il Belpaese rientra nella lista dei 5 Paesi più targettizzati da attacchi ransomware, preceduta solamente da Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Germania. Tra gli obiettivi privilegiati dei gruppi ransomware svettano le strutture commerciali, davanti a Servizi Finanziari, Industria Edile, Legal & Business e Retail & ingrosso.

Ma il ransomware non è l’unico malware che colpisce l’Italia. A spiccare, infatti, c’è anche infostealer che vede il Paese nella top 20 mondiale e al 5° posto a livello europeo per credenziali esfiltrate, preceduta da Polonia, Francia, Germania, Spagna.

Altri dati emersi dal report

Il report di Yarix, oltre a una panoramica specifica sulla situazione degli attacchi ransomware in Italia, ha sottolineato che, in generale, nel 2022 ci sono stati oltre 175 mila attacchi di sicurezza. Nello specifico si parla di 175.045 eventi dei quali 28.493 sono incidenti di sicurezza di gravità media, alta e critica, con un incremento significativo nell’ultimo trimestre dell’anno.

Per saperne di più: Sicurezza informatica: cos’è la cyber security e come metterla in atto

Andando a vedere le categorie, i settori più colpito restano GDO (12%) e Moda (11%) seguiti dal sistema bancario e finanziario (10%) e dall’Industria Chimica (9%). Il Manufacturing (23%), l’industria dei Servizi (14%) e il Food and Beverage (11%) sono invece risultati i settori più esposti a incidenti con un livello di gravità “alto” o “critico”.

“L’evolvere della tecnologia e della connessione – e dunque della società – porta con sé una trasformazione naturale del crimine che colpisce con nuove dinamiche e nuovi obiettivi – ha commentato Mirko Gatto, CEO di Yarix & Head of Digital Security Var Group. – Nel 2022 abbiamo osservato un affinamento delle tecniche delle organizzazioni cybercriminali, che ricorrono a strumenti sempre più sofisticati sia per fare breccia nelle aziende che per evadere le misure di sicurezza schierate in difesa. All’aumento del livello di specializzazione della catena di attacco, la community di sicurezza informatica è chiamata a contrapporre una difesa su due fronti, proattivo e reattivo, per garantire una gestione dell’incidente tempestiva ed efficace. In questo scenario si rende indispensabile adottare strumenti sempre più all’avanguardia, senza tralasciare il tema sempre attuale della formazione e della sensibilizzazione delle persone. La protezione organizzata su questi binari concorre a creare una struttura solida in grado di anticipare e rispondere alle minacce verso l’infrastruttura IT del business”.

Federico Morgantini Editore

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