ChatGPT diventa un camerino virtuale per provare abiti e accessori

La nuova funzione di OpenAI porta il virtual try-on dentro la ricerca di prodotti e punta a cambiare lo shopping online

Redazione
Utente utilizza chatgpt camerino virtuale per provare abiti con una foto

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

Un selfie, un capo scelto durante una ricerca e pochi secondi di elaborazione. ChatGPT entra nel mondo della moda con una nuova funzione di virtual try-on, che permette di visualizzare abiti e accessori direttamente sulla propria immagine. L’obiettivo di OpenAI è rendere la ricerca di prodotti sempre più simile a una conversazione, unendo scoperta, confronto, prova virtuale e gestione delle preferenze all’interno dello stesso ambiente.

Virtual try-on: come cambia l’esperienza d’acquisto

Il funzionamento parte dalle schede prodotto di ChatGPT. L’utente seleziona un capo o un accessorio, preme il pulsante Try on e carica un selfie. Il sistema genera quindi un’immagine nella quale la persona appare con il prodotto scelto. La stessa procedura può partire anche da una fotografia di un articolo caricata direttamente nella conversazione, compresa un’immagine proveniente da un sito o una schermata.

Alla base c’è ChatGPT Images 2.5, il modello per la generazione e modifica delle immagini presentato da OpenAI a settembre. Il sistema punta a mantenere riconoscibili volto e corporatura, integrando il capo nella scena e ricostruendo elementi come pieghe, ombre, sovrapposizioni e materiali.

L’anteprima resta comunque una simulazione visiva: OpenAI invita a controllare misure, dettagli del prodotto e condizioni di reso prima dell’acquisto. La qualità dell’immagine, infatti, non coincide necessariamente con la certezza sulla taglia o sulla vestibilità.

Le soluzioni degli altri big dell’e-commerce

ChatGPT non è il primo servizio a puntare sul camerino digitale. Google, Walmart, Zalando e Amazon hanno già sviluppato soluzioni differenti per aiutare gli utenti a visualizzare prodotti prima dell’acquisto.

Google consente di caricare una fotografia a figura intera e vedere abiti e scarpe sulla propria immagine. Walmart permette invece di utilizzare una fotografia personale per provare virtualmente alcuni capi. Zalando segue un approccio più legato alle misure corporee, attraverso un avatar 3D che aiuta a confrontare taglie e vestibilità.

Amazon, infine, concentra il proprio Virtual Try-On soprattutto su scarpe, occhiali, occhiali da sole e prodotti beauty, sfruttando in particolare la realtà aumentata.

ChatGPT e la nuova personalizzazione della moda

La differenza principale della proposta di OpenAI sta nell’integrazione con la conversazione. Il camerino virtuale non è infatti un servizio separato, ma un nuovo passaggio all’interno di un’esperienza che comprende già ricerca dei prodotti, confronti e suggerimenti.

Le immagini generate durante le prove possono essere ritrovate tra i contenuti creati e nella Library di ChatGPT. Anche la fotografia utilizzata per il try-on può essere gestita dall’utente, entrando così a far parte di un’esperienza di shopping sempre più personalizzata.

Il sistema può inoltre partire da una semplice immagine di un look, individuare capi simili disponibili online e proporre alternative coerenti con le preferenze espresse durante la conversazione.

Prove digitali e gestione dei prodotti preferiti

La prova virtuale rappresenta quindi soltanto uno degli elementi del nuovo percorso di acquisto. ChatGPT può accompagnare l’utente dalla prima ricerca fino alla valutazione di diverse alternative, mantenendo all’interno della conversazione le informazioni sui prodotti considerati.

La possibilità di salvare e ritrovare le immagini generate rende più semplice riprendere una scelta in un secondo momento. La continuità dell’esperienza diventa così uno degli elementi centrali del commercio conversazionale, con meno passaggi tra ricerca, confronto e prova.

Impatto sul settore moda e prospettive future

Le diverse strategie adottate dai grandi operatori mostrano quanto sia ancora aperta la sfida del virtual try-on. Alcune piattaforme puntano sulla generazione di immagini, altre sulla realtà aumentata, mentre Zalando lega maggiormente la simulazione alle misure del corpo e alla vestibilità.

Per ChatGPT la scommessa è portare queste funzioni dentro una conversazione già capace di interpretare richieste, confrontare prodotti e suggerire alternative. La tecnologia dovrà però dimostrare di essere sufficientemente precisa, rapida e affidabile per incidere realmente sulle decisioni di acquisto.

Cosa cambia per chi vuole acquistare abbigliamento e accessori

Per l’utente il cambiamento più immediato è la possibilità di provare virtualmente un prodotto senza uscire dalla conversazione. Una fotografia personale può diventare il punto di partenza per visualizzare un capo, confrontarlo con altre opzioni e conservarne una rappresentazione per un eventuale ritorno successivo.

La foto personale assume però anche un ruolo importante nella gestione dell’esperienza. OpenAI spiega che l’immagine di riferimento può essere utilizzata per prove successive e può essere modificata o rimossa. Per gli account personali sono inoltre disponibili controlli sulla possibilità che le nuove conversazioni contribuiscano al miglioramento dei modelli.

Il risultato è un passaggio ulteriore da motore di ricerca a consulente di stile, con il prodotto che diventa una tappa di una conversazione più ampia dedicata alla scelta e all’acquisto.

Fonte: Italian Tech

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