La storia e la visione di Andrea Ruscica, fondatore di Altea Federation

Intervista esclusiva a uno dei principali protagonisti della scena IT italiana. Trent’anni di storia con Altea Federation e il salto di qualità con l’arrivo del fondo Chequers Capital nel 2023

Federico Morgantini

Altea Federation è oggi una delle principali realtà italiane nel campo della consulenza digitale e dell’innovazione tecnologica. Con oltre 2.000 professionisti e una struttura “federata” di aziende specializzate, il gruppo supporta imprese di ogni settore nei percorsi di trasformazione digitale, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e al benessere delle persone. DigiTech.News è riuscito ad avere un’intervista esclusiva con Andrea Ruscica, fondatore e CEO, che da 30 anni guida l’azienda puntando su creatività, tecnologia e responsabilità sociale.

Ci racconti la sua storia professionale e la nascita di Altea Federation.

Mi sono appassionato di modelli organizzativi e di performance con i primi studi al Politecnico di Milano, durante il percorso in Ingegneria Gestionale. Quindi mi sono avvicinato al mondo delle imprese e dell’industria per comprendere le dinamiche organizzative e di produzione. Con Altea sono partito nel ’93, in un piccolo ufficio di 15 metri quadri, con tre soci. Non ero un tecnico, ma mi sono accorto subito di aver bisogno della tecnologia per poter aiutare realmente le aziende. A quel tempo erano tecnologie primordiali, c’erano soltanto i primissimi ERP. Abbiamo scelto il sistema olandese Baan, oggi Infor, e iniziato a proporci alle aziende italiane. Da subito ci è stato chiaro che eravamo bravi e il mercato aveva bisogno di noi. Siamo diventati sempre più system-integrator e digital enabler sulla maggior parte dei processi aziendali. Questo ha portato la struttura prima ad organizzarsi in business unit e poi dal 2010 in federazione di aziende dedicate ai singoli ambiti.

Il concetto di federazione è affascinante, ci spieghi come nasce e come è strutturata.

Il modello è mutuato dalla biologia. In natura tanti sistemi complessi sono composti da sottosistemi indipendenti, proprio come il corpo umano e i sui vari organi. Ho voluto riprodurre questa architettura in Altea. Adesso il gruppo è composto da tante aziende indipendenti, anche giuridicamente, che contribuiscono a un solo grande organismo: Altea Federation. Le varie società, tutte possedute al cento per cento dalla capogruppo, mantengono le attività core: innovation, business e operation. Mentre sono centralizzate e ottimizzate nella vecchia Altea tutte le altre attività non core: accounting, legal, compliance, HR, marketing, communication, procurement, ecc. Io, naturalmente con tutti i miei collaboratori, perché da solo non fai niente, con questa struttura sono arrivato a ventidue aziende e centocinquanta milioni di fatturato.

E poi è arrivato Chequers Capital! Ci racconti perché ha deciso di cedere la maggioranza a un fondo.

Mi sono accorto che il panorama competitivo stava cambiando, la finanza era entrata in tante aziende IT italiane e stava facendo aggregazioni. Non ero alla ricerca di cassa, per quello avrei potuto anche lavorare con le banche, ma volevo cambiare paradigma, volevo avere la leva dell’equity per fare acquisizioni e dare ai founder delle società acquisite prospettive economiche basate sull’equity value e non sulla sola gestione. Adesso sono 60 gli equity partner, quasi tutti ex founder che ancora gestiscono le loro aziende entrate nella Federazione. Al crescere del valore totale dell’azienda, cresce anche la loro soddisfazione economica ben oltre lo stipendio o i bonus.

A livello personale, come è stato passare da imprenditore a CEO?

Benché abbia mantenuto una partecipazione del trenta per cento, di fatto adesso sono un manager. Ho studiato con attenzione i modelli gestionali di aziende che hanno fatto un percorso come quello di Altea in modo da operare ogni giorno al meglio. Avere qualcuno a cui rendere conto in qualche modo, benché la mia libertà operativa sia rimasta molto ampia, mi ha portato a una gestione migliore e molto più strategica. Ho dato all’azienda un vero modello di corporate governance nominando i miei soci storici CFO, CBO e COO. Ci sono sempre stati in azienda, ma ora hanno un ambito preciso di attività e responsabilità. Con una gestione più rigorosa, la capacità di generare cassa è decollata, l’azienda va molto bene. E il mio rapporto con il fondo è ottimo!

Con il nuovo assetto societario è iniziata anche una campagna di acquisizioni, cosa può dirci?

Nel mondo IT, arrivati a centocinquanta milioni di fatturato, come nella mia era, è difficile crescere per vie interne, l’unico modo per incrementare fatturato ed EBITDA sono le acquisizioni. Lo scorso anno abbiamo studiato almeno sessanta fascicoli e fatto cinque acquisizioni, quest’anno siamo a una trentina di fascicoli con tre acquisizioni: circa il dieci per cento delle società valutate vengono acquisite. Puntiamo ad arrivare a un totale di 35 aziende nella Federazione e 250 milioni di fatturato alla fine del 2025. Le operazioni sono anche molto diverse tra loro. Si va da grandi aziende a startup: dall’acquisizione di Comp.Sys, azienda italiana fondata nel 1992, con oltre trent’anni di esperienza nel settore dei servizi IT e consulenza informatica per la Pubblica Amministrazione Centrale, all’acquisizione di Oobe-xr, con solo i due founder e un progetto vincente.

Che progetto è?

Il founder e ora CEO è Marco Calonego, brillante imprenditore con 10 anni di esperienza nel settore della realtà estesa. Il progetto di Oobe-xr è quello di dare una svolta industriale alla realtà aumentata e alla realtà virtuale, quello che qualche tempo fa andava di moda chiamare metaverso. Siamo sicuri che non è stata solo una moda, ma che sarà come fu per l’e-commerce all’inizio: dopo un entusiasmo iniziale senza grandi risultati economici, ci fu un raffreddamento, Amazon perse oltre il novanta percento in borsa, ma poi lo sviluppo industriale serio ha portato l’e-commerce al fenomeno che è oggi. Le applicazioni XR sono veramente infinite per le industrie, la formazione, l’intrattenimento, il marketing e così via. I device saranno sempre più piccoli, diventeranno semplici occhiali e sarà normale usarli come lo è il cellulare oggi. Per il momento Oobe-xr sta sviluppando applicazioni per le aziende a partire dai nostri clienti, ma nel futuro potrà avere un respiro molto più grande.

E su quale altra tecnologia puntate?

Naturalmente sulla nuova energia elettrica: l’intelligenza artificiale. L’avvento dell’AI sta avendo un impatto e una pervasività paragonabile soltanto all’energia elettrica. Pensate alla nostra vita, ormai è totalmente basata sull’energia elettrica; in futuro sarà così anche per l’AI. Già adesso e anche prima di ChatGPT, l’intelligenza artificiale è presente nelle nostre vite: dallo sblocco del telefono con il riconoscimento facciale ai suggerimenti dei film che scegliamo. Adesso con la GenAI, l’AI generativa, le applicazioni diventano infinite. Se si guardano le curve di democratizzazione e demonetizzazione di questa tecnologia si capisce che il fenomeno è veramente dirompente, anche troppo. Così nel 2023 e 2024 ho preferito stare a guardare, aspettare che il mercato si stabilizzasse. Mentre adesso abbiamo iniziato ad adottare le migliori soluzioni disponibili e già da mesi le implementiamo sui nostri clienti.

La storia, la competenza e la visione di Andrea Ruscica sono veramente affascinati e sarebbe stato bello fargli ancora molte domande, ma il suo tempo per DigiTech.News era finito. Comunque continueremo sicuramente a seguire sulla nostra testata le novità di Altea Federation e del suo fondatore.

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