In genere Apple è abbastanza restia a rilasciare dati delicati sui suoi prodotti, come gli iPhone. Ma con le nuove normative a cui è sottoposta, in particolare quella britannica, il colosso tech di Cupertino ha deciso di rivelare in un documento tecnico il periodo minimo di copertura per gli aggiornamenti software relativi all’iPhone 15 Pro. Un numero che, seppur accettabile, potrebbe metterla in cattiva luce rispetto alle aziende concorrenti come Google e Samsung.
iPhone 15 Pro, quanto durano gli aggiornamenti software
Riporta Ars Technica, Apple ha recentemente confermato in questo rapporto tecnico la fornitura di nuovi aggiornamenti software per l’iPhone 15 Pro per un minimo di cinque anni dalla sua “prima data di fornitura”, ovvero dal 22 settembre 2023. In poche parole, garantirà il supporto fino al 2028, salvo nuove disposizioni nel corso dei prossimi anni.
Un annuncio che forse Apple avrebbe preferito evitare di fare, ma ormai si è trovata costretta dal momento che le nuove normative sulla Sicurezza del Prodotto e sull’Infrastruttura delle Telecomunicazioni (Product Security and Telecommunications Infrastructure, PSTI) nel Regno Unito, sono entrate in vigore alla fine di aprile.
Parliamo di una serie di normative disposte proprio per migliorare la protezione dei consumatori, e che obbligano le aziende a divulgare tutte le informazioni riguardanti il supporto tecnico dei propri prodotti, oltre a facilitare la segnalazione di bug.
Va detto però che le normative del PSTI sono attualmente limitate al solo Regno Unito, pertanto tocca aspettare affinché Apple estenda il supporto anche negli altri paesi.
Ma la concorrenza offre di più
Per quanto sia un passo in avanti a livello di trasparenza, nel concreto la scoperta di una copertura di soli 5 anni da parte di Apple è abbastanza deludente. Soprattutto per via della concorrenza, che offrono periodi di supporto decisamente più ampi, come quelli offerti da Google e Samsung, che promettono sette anni di supporto per i loro ultimi dispositivi.
Inoltre parliamo di aziende concorrenti che da sempre sono state trasparenti almeno nel piano della fornitura software. Altro esempio è Microsoft, che di solito si impegna a tempi di supporto di 10 anni per le nuove versioni di Windows, mentre la stessa Google fornisce assicurazioni simili per i Chromebook, consentendo agli utenti e alle organizzazioni di pianificare gli acquisti tecnologici e gli aggiornamenti con maggiore certezza.
Nonostante questo, Apple ha costantemente superato o rispettato i suoi impegni di supporto, con dispositivi come l’iPhone 8 e l’iPhone X del 2017 che continuano a ricevere aggiornamenti di sicurezza iOS 16, sottolineando quindi la dedizione dell’azienda alla longevità nel supporto software.