L’intelligenza artificiale compie un nuovo salto evolutivo e si prepara a entrare definitivamente nella quotidianità. Dopo l’era dei chatbot, prende piede l’AI Agentica, una tecnologia che non si limita più a rispondere ma è in grado di agire, pianificare e portare a termine compiti complessi in autonomia.
Dalla conversazione all’azione: cosa cambia con l’AI agentica
Nata inizialmente come strumento per aziende e professionisti, l’Agentic AI sta rapidamente diventando mainstream. Si tratta di un’evoluzione dei sistemi conversazionali tradizionali: non più semplici assistenti testuali, ma veri e propri agenti intelligenti capaci di interagire con software, utilizzare strumenti esterni e prendere decisioni operative.
Secondo le stime della società di analisi Omdia riportate dall’ANSA, entro il 2030 questi agenti rappresenteranno il 31% del mercato dell’AI generativa, segno di una trasformazione strutturale del settore. A contribuire alla diffusione è anche la nascita di strumenti sempre più accessibili, come OpenClaw (già noto come Clawdbot e Moltbot), che consente di installare agenti personali direttamente sul proprio computer.
I grandi player tecnologici si stanno muovendo rapidamente. OpenAI ha sviluppato Agent, pensato per gestire attività in contesti diversi, mentre Google punta su Gemini, con una visione in cui l’agente diventa intermediario attivo tra servizi digitali come ricerca, mappe ed email. Un’integrazione che potrebbe accelerare la diffusione grazie all’utilizzo di ecosistemi già familiari agli utenti. E così Perplexity, che con Computer propone agenti in grado di navigare sul web, programmare ed eseguire flussi di lavoro in autonomia.
Crescita record e rischi per la sicurezza informatica
La diffusione degli agenti autonomi è già in pieno corso. Sempre secondo Omdia, il settore ha registrato un tasso di crescita annuale del 175%, quasi il doppio rispetto al picco iniziale dei modelli generativi. Un’accelerazione iniziata nell’autunno del 2022, con il lancio di ChatGPT.
Le aziende stanno investendo in modo massiccio. Un rapporto di PwC evidenzia che l’88% dei dirigenti ha pianificato un aumento dei budget destinati all’intelligenza artificiale, con un focus specifico sulle soluzioni agentiche. Inoltre, il 79% delle organizzazioni ha già avviato l’integrazione di questi sistemi nei propri processi.
Ma l’AI Agentica porta con sé anche nuove criticità. Operando in ambiti sensibili, rientra tra le attività classificate “ad alto rischio” dalla normativa europea AI Act. L’Enisa, l’agenzia dell’Unione europea per la cybersicurezza, nel report “Threat Landscape” segnala come l’automazione guidata dall’IA stia trasformando le minacce informatiche, favorendo il passaggio da attacchi statici a attacchi dinamici e adattivi.