CheckSig segna un passaggio storico per il mercato italiano dei crypto-asset: la fintech milanese ha annunciato l’ottenimento della licenza MiCAR (Markets in Crypto-Assets), diventando il primo operatore cripto autorizzato in Italia da CONSOB secondo il nuovo quadro normativo europeo.
Nel percorso verso l’autorizzazione, la società ha collaborato con lo studio legale Annunziata&Conso.
Il primo operatore cripto autorizzato in Italia sotto MiCAR
Prima azienda cripto al mondo a fornire, dal 2019 e in modo continuativo, la Prova-delle-Riserve dei fondi custoditi, oltre a vantare coperture assicurative uniche nel panorama europeo, oggi CheckSig ottiene un altro primato, in ambito nazionale: essere il primo operatore in Italia a ottenere la licenza MiCAR, il nuovo regime europeo dedicato ai crypto-asset.
Un passaggio che apre la possibilità di offrire servizi regolamentati in un contesto normativo uniforme a livello UE, con una supervisione diretta e strutturata da parte delle autorità. Per investitori privati e istituzionali, tutto questo significa infatti l’accesso a servizi cripto in un ambiente definito da regole chiare e da un impianto di tutela rafforzato. La licenza certifica tra l’altro il rispetto dei più elevati standard europei in materia di sicurezza, trasparenza e gestione del rischio, elementi centrali nel processo autorizzativo. CheckSig sottolinea come il risultato sia anche il riconoscimento della qualità dei propri processi interni, in particolare nelle aree di AML, compliance, risk management e governance operativa.
“Questo traguardo rappresenta la realizzazione della nostra visione: portare i crypto-asset all’interno di un sistema regolamentato, sicuro e trasparente. Essere il primo operatore autorizzato in Italia conferma la solidità del nostro modello e il lavoro svolto fin dalla nascita dell’azienda”, ha dichiarato il Founder & CEO Ferdinando Ametrano.
Un contesto italiano tra i più selettivi in Europa
Il riconoscimento assume un valore ancora più significativo considerando il contesto nazionale. L’Italia è infatti descritta come uno dei Paesi con il processo autorizzativo più rigoroso in Europa, con standard elevati e verifiche approfondite per gli operatori del settore.
In questo scenario, CheckSig si posiziona come uno dei player di riferimento, grazie a un modello operativo già allineato — e in alcuni casi anticipatore — rispetto ai requisiti previsti dalla normativa MiCA.
Tutela degli investitori e apertura al sistema finanziario
La licenza MiCAR introduce una serie di requisiti che CheckSig dichiara già integrati nel proprio modello operativo.
Tra questi figurano la separazione e protezione dei fondi dei clienti dalle attività aziendali, obblighi stringenti di trasparenza su costi e rischi, oltre a standard avanzati di controllo e monitoraggio continuo. A questi si aggiungono procedure di governance pensate per ridurre i conflitti di interesse e garantire comportamenti coerenti con le normative europee.
Tutte misure grazie alle quali gli investitori possono operare nel mercato cripto italiano con maggiore sicurezza e fiducia, potendosi ora affidare a un operatore regolamentato e selezionato dal regolatore italiano.
Sul fronte istituzionale, la licenza rappresenta tra l’altro un punto di svolta. Secondo Michele Mandelli, Managing Partner di CheckSig, il riconoscimento consente di integrare le crypto-attività nel sistema finanziario tradizionale, aprendo la strada a una maggiore partecipazione di banche, gestori patrimoniali e operatori istituzionali. “È un passaggio fondamentale per accelerare l’adozione su larga scala”, ha commentato Mandelli.