Spotify supera quota 300 milioni di abbonati Premium

La piattaforma musicale cresce ancora grazie agli utenti paganti e raggiunge nuovi traguardi economici globali

Redazione

Spotify continua a macinare numeri record. La piattaforma di streaming musicale ha annunciato di aver raggiunto 300 milioni di abbonati Premium nel secondo trimestre del 2026, un risultato che conferma la crescita costante del servizio nonostante alcune difficoltà legate a interruzioni operative e alla gestione dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale.

Spotify raggiunge 300 milioni di abbonati Premium

Secondo i risultati finanziari diffusi dalla società, gli utenti con un abbonamento a pagamento sono aumentati del 9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, portando Spotify a una quota che supera di gran lunga quella dei principali concorrenti. La piattaforma svedese conta infatti quasi tre volte gli abbonati stimati di Apple Music, fermi intorno ai 100 milioni di utenti paganti.

Considerando anche gli utenti del piano gratuito con pubblicità, gli utenti attivi mensili hanno raggiunto quota 777 milioni, con una crescita del 12% su base annua, anche se leggermente inferiore alle previsioni della stessa azienda.

Questi numeri hanno contribuito a generare 4,78 miliardi di euro di ricavi trimestrali, pari a circa 5,5 miliardi di dollari, con un reddito operativo arrivato a 655 milioni di euro.

Ricavi record e margini in crescita grazie agli abbonamenti

Il miglioramento dei risultati economici è legato soprattutto alla crescita degli utenti Premium, che secondo Spotify ha permesso di aumentare il margine lordo fino al 33,4%, circa 190 punti base in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La società ha spiegato che l’incremento è stato favorito dal fatto che la crescita degli abbonamenti a pagamento ha superato l’aumento dei costi legati a musica, audiolibri e podcast.

Tra le iniziative lanciate negli ultimi mesi viene citato Reserved, il programma che offre agli utenti accesso anticipato a biglietti per concerti ed eventi, oltre alla nuova funzione che permette di creare podcast personali generati dall’intelligenza artificiale.

Spotify ha inoltre comunicato alcuni dati sulla propria espansione nei contenuti: il catalogo comprende 7 milioni di podcast, oltre 700.000 titoli di audiolibri e più di 500 milioni di utenti hanno già riprodotto almeno un video podcast sulla piattaforma.

Investimenti, musica e nuove sfide per la piattaforma

Durante la presentazione dei risultati, i Co-CEO Alex Norström e Gustav Söderström hanno sottolineato la volontà di continuare a investire nello sviluppo del servizio. “Abbiamo raggiunto una dimensione che poche aziende nella storia hanno toccato, un business sano e in costante crescita“, ha dichiarato Norström.

Spotify ha ricordato anche il proprio impatto sull’industria musicale: nel 2025 sono stati versati oltre 11 miliardi di dollari al settore musicale, mentre dalla fondazione dell’azienda i pagamenti complessivi hanno raggiunto i 70 miliardi di dollari.

Non mancano però alcune criticità. Riporta Engadget, nel corso dell’ultimo trimestre la piattaforma ha subito due importanti interruzioni del servizio, avvenute a maggio e luglio e durate diverse ore. Inoltre, Spotify continua a essere criticata per la presenza di contenuti generati dall’AI di bassa qualità, nonostante l’introduzione di strumenti di verifica e nuove misure di controllo.

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