MiCAR entra a pieno regime: via libera ai primi CASP italiani

La normativa europea MiCAR ridisegna il settore, mentre gli operatori non autorizzati devono cessare l’attività

Federico Morgantini

Da oggi 1° luglio 2026 parte la rivoluzione MiCAR (Markets in Crypto-Assets Regulation) e inizia una nuova fase per il mercato europeo delle cripto-attività. Con la conclusione del periodo transitorio previsto dal regolamento europeo, soltanto gli operatori autorizzati come CASP (Crypto-Asset Service Provider) potranno offrire servizi legati alle criptovalute ai clienti residenti fiscalmente nell’Unione Europea.

L’applicazione del regolamento è stata confermata con un comunicato congiunto di Banca d’Italia e Consob, che hanno anche reso noto l’elenco delle società italiane autorizzate. Le due istituzioni Italiane, al contrario di molte omologhe negli altri stati europei, hanno concesso le licenze negli ultimi giorni utili, tenendo gli operatori italiani in tensione per mesi e con il timore di dover abbandonare il mercato.

Dal 1° luglio operano solo i fornitori autorizzati

La fine del periodo transitorio segna un passaggio fondamentale per il settore. Da oggi, infatti, la prestazione di servizi relativi alle cripto-attività è riservata esclusivamente ai soggetti autorizzati come CASP, oppure agli intermediari già sottoposti a vigilanza, come le banche, che abbiano notificato l’intenzione di operare anche nel comparto crypto.

Secondo quanto comunicato da Consob e Banca d’Italia, in Italia sono attualmente otto gli operatori autorizzati: CheckSig S.r.l., Conio S.r.l., CryptoSmart S.p.A., Hercle S.r.l., Hodlie S.r.l., Olliv S.r.l., Riv Digital S.r.l., Young Platform S.p.A. A questi si aggiunge Banca Sella S.p.A., che ha notificato alla Banca d’Italia l’intenzione di offrire servizi relativi alle cripto-attività.

Tutti gli operatori autorizzati sono iscritti nel Registro dei prestatori di servizi per le cripto-attività gestito dall’ESMA (European Securities and Markets Authority) e possono operare in tutti i Paesi dell’Unione Europea grazie al passaporto europeo previsto dal regolamento MiCAR.

Sempre nel comunicato le autorità precisano che gli operatori che non hanno ottenuto un’autorizzazione CASP in almeno uno Stato membro dell’Unione Europea non possono più offrire servizi sulle cripto-attività. Potranno esclusivamente svolgere le attività necessarie alla chiusura dei rapporti già esistenti con la clientela, “consentendo il trasferimento e/o la liquidazione delle
loro posizioni in conformità alle regole di condotta, agli obblighi in materia antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo, salvaguardando al contempo gli interessi dei clienti e mitigando i rischi per il mercato”
.

L’ESMA ha inoltre chiesto agli operatori interessati di predisporre piani di dismissione ordinata, così da permettere ai clienti di trasferire le proprie cripto-attività verso fornitori autorizzati oppure verso wallet auto-custoditi (self-hosted wallet), evitando possibili danni economici.

CheckSig: “Comincia un nuovo vero mercato”

Come già anticipato sopra, tra gli operatori autorizzati figura CheckSig. L’azienda milanese, specializzata nella custodia di cripto attività per clienti finali ed istituzioni, è stata la prima a ottenere la licenza MiCAR in Italia. Il Founder & CEO Ferdinando Ametrano ha commentato la conclusione del periodo transitorio definendola “L’inizio di un nuovo reale mercato”. Secondo Ametrano, il nuovo quadro normativo offre finalmente agli investitori italiani “un perimetro chiaro entro cui muoversi — con tutele, vigilanza e un passaporto europeo che dà accesso a tutti i 27 Stati membri“.

Il CEO ha inoltre rivolto le proprie congratulazioni a tutte le società che hanno ottenuto la licenza MiCAR, sottolineando come l’autorizzazione rappresenti il risultato di un lungo percorso fatto di governance, controlli interni, requisiti ICT e presidi antiriciclaggio sottoposti al vaglio delle autorità competenti.

Che CheckSig sia tra gli autorizzati è, per me e per il nostro team, motivo di orgoglio. Ma il dato che conta oggi non è il singolo nome: è che l’Italia abbia finalmente un ecosistema cripto regolamentato, plurale e competitivo. La concorrenza tra operatori seri è una buona notizia — per i clienti, per il mercato, per il Paese“, ha dichiarato Ametrano, sottolineando che “ora comincia la parte più impegnativa: dimostrare, ogni giorno, che la fiducia regolamentata è anche fiducia meritata“.

Young Platform ottiene una delle autorizzazioni più estese

Nota particolare per Young Platform, società partecipata da Azimut. Nel suo caso, l’autorizzazione da Consob le permette ora di operare con otto dei dieci servizi previsti dal regolamento MiCAR, uno dei perimetri autorizzativi più ampi richiesti sul mercato italiano.

In breve, l’autorizzazione consente alla società di offrire servizi che spaziano dalla custodia delle cripto-attività all’esecuzione degli ordini, passando per lo scambio tra criptovalute e valute tradizionali, il trasferimento di asset digitali, la consulenza personalizzata, la gestione di portafoglio e il collocamento di nuove cripto-attività previste dalla normativa europea.

Secondo la società, questo consentirà ai clienti di trovare all’interno di un unico operatore autorizzato gran parte dei servizi disciplinati dal MiCAR, senza dover ricorrere a piattaforme differenti. “Ottenere l’autorizzazione MiCAR, e su un perimetro così ampio, è il riconoscimento di un percorso che portiamo avanti da anni: costruire una realtà italiana che metta al primo posto la tutela dei clienti e il rispetto delle regole”, ha dichiarato Alexandru Stefan Gheban, Co-CEO e co-fondatore di Young Platform.

CoinShares: MiCAR segna l’inizio di una nuova fase per il settore crypto

Anche CoinShares, emettitore e gestore di fondi con sottostante crypto, ha commentato l’entrata a regime del regolamento MiCAR, definendola una tappa storica per il mercato delle criptovalute europeo. Secondo Jérémy Le Bescont, Editorial Manager della società, con la fine del periodo transitorio l’UE diventa “la prima grande economia al mondo a dotarsi di un quadro normativo organico per i crypto-asset” introducendo un sistema uniforme valido in tutti i 27 Stati membri.

A detta di Le Bescont, la MiCAR sostituisce il precedente mosaico di normative nazionali con regole armonizzate che disciplinano governance, requisiti patrimoniali, custodia degli asset, trasparenza, gestione dei conflitti di interesse e prevenzione degli abusi di mercato. Proprio grazie al passaporto europeo, tra l’altro, un operatore autorizzato in uno Stato membro può offrire i propri servizi in tutta l’Unione con un’unica licenza, “riducendo significativamente i costi di espansione e favorendo gli operatori che scelgono di investire nella compliance“.

CoinShares sottolinea però che la regolamentazione non elimina i rischi tipici delle criptovalute. Il possesso di una licenza certifica il rispetto di precisi requisiti organizzativi e di controllo, ma “non rappresenta in alcun modo una garanzia sulla performance di un investimento“. Inoltre, MiCAR non copre ancora l’intero ecosistema digitale: restano infatti in larga parte esclusi i protocolli pienamente decentralizzati (DeFi), la maggior parte degli NFT e gli strumenti già regolati da altre normative europee, come gli ETP disciplinati dalla MiFID II.

La società ricorda infine di essersi mossa con largo anticipo sul fronte regolamentare: CoinShares Asset Management ha ottenuto dall’autorità francese AMF l’autorizzazione MiCAR già nel luglio 2025, diventando il primo gestore patrimoniale regolamentato dell’Europa continentale a ricevere la licenza.

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