Un nuovo capitolo nella storia dell’esplorazione oceanica sta per essere scritto. Si chiama Redwing il sommergibile robotico che si prepara a compiere la prima circumnavigazione globale senza equipaggio. Il suo viaggio, con partenza da Martha’s Vineyard, in Massachusetts, rientra nella Sentinel Mission. Si tratta di un progetto congiunto di Teledyne Marine e Rutgers University, sostenuto da enti di rilievo internazionale come NOAA, UN Ocean Decade e Marine Technology Society.
Una missione scientifica senza precedenti
Redwing rappresenta una sfida tanto tecnologica quanto scientifica. L’obiettivo è infatti quello di raccogliere dati oceanografici su scala planetaria, mettendo a disposizione della comunità scientifica uno strumento in grado di rivoluzionare lo studio dei mari e di supportare iniziative di conservazione e monitoraggio. L’avventura del glider richiama inevitabilmente quella di Ferdinando Magellano, che nel 1519 avviò la prima circumnavigazione del globo.
Stando a Interesting Engineering, il percorso che affronterà Redwing coprirà circa 73.000 chilometri. Dalla partenza negli Stati Uniti, il glider farà tappa a Gran Canaria, al largo delle coste nord-occidentali dell’Africa. Quindi a Città del Capo in Sudafrica, per poi dirigersi verso l’Australia occidentale, la Nuova Zelanda e le isole Falkland nell’Atlantico meridionale. È previsto anche un passaggio in Brasile, prima del rientro a Cape Cod. Un tragitto che non solo segue le rotte storiche dell’esplorazione, ma che permetterà di raccogliere informazioni in aree oceaniche estremamente diverse tra loro, dal punto di vista ambientale e climatico.
Il cuore del progetto è lo Slocum Sentinel Glider, di cui Redwing è il primo esemplare operativo. Si tratta della nuova generazione di veicoli oceanici autonomi, capaci di missioni ultra-endurance grazie a una progettazione che garantisce oltre un anno di autonomia in mare. Oltre alla durata, la grande innovazione sta nella possibilità di integrare fino a otto sensori scientifici contemporaneamente, sfruttando spazi interni più ampi e punti di montaggio esterni dedicati a ulteriore strumentazione.
Tecnologia avanzata al servizio degli oceani
Il Redwing è stato concepito per affrontare missioni di lunga durata in condizioni marine complesse. Grazie alla sua dotazione tecnologica può immergersi fino a 1.000 metri di profondità, raccogliendo informazioni dettagliate sulle acque profonde, per poi tornare in superficie ed effettuare trasmissioni satellitari.
In particolare, i dati sono inviati ogni 12 ore, come confermato da Scott Glenn, co-direttore scientifico del progetto presso la Rutgers University. Questa frequenza di trasmissione consente alla comunità scientifica di ricevere aggiornamenti costanti e in tempo quasi reale sull’andamento della missione.
Il mezzo, che verrà presentato ufficialmente durante lo Slocum Glider User’s Conference di Woods Hole, non si limita a offrire una piattaforma per la ricerca scientifica. Le sue caratteristiche lo rendono anche uno strumento potenzialmente strategico per il monitoraggio della sicurezza marittima e per la sorveglianza di aree oceaniche sensibili. L’endurance del sistema, unita alla capacità di operare su vastissime aree geografiche, apre scenari finora inediti per l’utilizzo dei glider in contesti di osservazione globale.