Reattori nucleari veloci, sviluppata tecnologia per prevenire il surriscaldamento del nucleo

Ricercatori cinesi hanno messo a punto un sistema per prevenire il surriscaldamento e impedire il meltdown del nucleo dei reattori nucleari veloci

Redazione

Nel panorama dell’energia nucleare, un’innovazione promettente sta attirando l’attenzione degli esperti di tutto il mondo: i reattori nucleari veloci. Questa tecnologia non solo incrementa l’efficienza del combustibile nucleare, ma apre anche la strada a sistemi più sicuri, anche grazie a quest’ultima innovazione Made in China, a prova di meltdown del nocciolo.

Reattori nucleari veloci, minor rischio grazie al nuovo sistema made in China

Come riporta il South China Morning Post, un team di ricercatori dell’Istituto Cinese per l’Energia Atomica ha sviluppato un innovativo sistema di Rimozione del Calore Residuo (RHR). Questo meccanismo mantiene il nocciolo del reattore freddo dopo lo spegnimento, prevenendo il rischio di incidenti gravi come la fusione del nocciolo.

La tecnologia è stata testata su un reattore veloce integrale di quarta generazione, che utilizza sodio liquido come refrigerante, e rappresenta un importante passo avanti nella sicurezza passiva dei reattori nucleari.

Per verificare l’efficacia del sistema RHR, gli scienziati cinesi hanno costruito una struttura sperimentale in grado di simulare la transizione dal funzionamento normale alla rimozione del calore post-spegnimento.

Il successo dei test ha confermato la validità della tecnologia, che sarà implementata nei prossimi impianti commerciali, tra cui il CFR-1000, il primo reattore veloce su scala gigawatt destinato alla produzione commerciale in Cina.

Riciclo perpetuo e sostenibilità energetica

A differenza delle centrali tradizionali, i reattori veloci sfruttano neutroni ad alta velocità, permettendo di ottenere molto più energia dallo stesso quantitativo di combustibile. Questa caratteristica consente anche di utilizzare materiali riciclati da altri reattori, trasformando ciò che sarebbe scarto in una risorsa preziosa.

Inoltre, grazie al ciclo del combustibile a circuito chiuso, il combustibile esaurito viene riprocessato nello stesso reattore, trasformando l’uranio inutilizzato in plutonio e riciclandolo costantemente.

Secondo le stime, questo approccio può estrarre fino a 100 volte più energia rispetto ai reattori tradizionali raffreddati ad acqua, riducendo al contempo le scorie nucleari a lunga vita del 90%.

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