Pieghe atomiche per creare dispositivi ad alta efficienza: l’innovazione dagli USA

Ricercatori della Rice University (USA) hanno scoperto che sfruttare le ondulazioni nei materiali 2D permette di creare dispositivi efficienti energeticamente

Redazione

Un team di ricercatori della Rice University ha scoperto che le piccole pieghe presenti nei materiali bidimensionali possono diventare alleate nella creazione di dispositivi elettronici ultracompatte e a bassissimo consumo energetico. La novità riguarda l’uso della proprietà quantistica dello spin degli elettroni, aprendo nuove prospettive per l’elettronica del futuro.

Pieghe microscopiche e controllo dello spin elettronico

La maggior parte dei dispositivi elettronici oggi utilizza la carica degli elettroni per elaborare informazioni. Tuttavia, la futura generazione di computer potrebbe sfruttare lo spin degli elettroni, che può assumere valori “su” o “giù”. Questa tecnologia, chiamata spintronica, promette di superare i limiti dei semiconduttori tradizionali, riducendo significativamente l’impatto energetico dei data center, la cui domanda globale è in costante crescita.

Il problema principale della spintronica è che le informazioni codificate nello spin decadono rapidamente quando gli elettroni si scontrano con gli atomi del materiale.

Gli scienziati della Rice University hanno ora dimostrato che piegare strati atomici di materiali come il molibdeno ditelluride genera una struttura nota come persistent spin helix (PSH), in grado di preservare lo spin anche durante collisioni interne.

Come le pieghe creano campi elettrici interni

Secondo Boris Yakobson e il suo team, le piccole ondulazioni nei materiali 2D possono controllare lo spin degli elettroni. Quando un materiale bidimensionale viene piegato, la parte superiore si allunga mentre quella inferiore si comprime. Questo squilibrio induce uno spostamento di cariche positive e negative, generando un campo elettrico interno, fenomeno noto come polarizzazione flexoelettrica.

Gli elettroni interagiscono con questo campo e si separano in bande distinte di spin up e spin down. Maggiore è la curvatura, più intensa è l’interazione, fino a creare una configurazione elicoidale che permette agli elettroni di invertire lo spin su una distanza di appena 1 nanometro. Questa lunghezza di precessione incredibilmente breve rende possibile la realizzazione di dispositivi spintronici estremamente compatti.

Applicazioni e prospettive future

Le ondulazioni naturali nei materiali 2D, come pieghe o anse simili a forcine, possono produrre curvature elevate, ideali per ottenere lo stato PSH.

Sunny Gupta, primo autore dello studio pubblicato su Science Direct, sottolinea come la combinazione di meccanica dei materiali e comportamenti quantistici, due ambiti tradizionalmente separati, abbia permesso di creare nuove texture di spin esotiche.

Secondo Yakobson, il semplice atto di piegare meccanicamente il materiale diventa una strategia controllata per progettare campi elettrici unici, aprendo la strada a dispositivi elettronici ultracompatte, ad alta efficienza energetica e con capacità di elaborazione avanzate.

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