Starbucks apre il primo store stampato in 3D

È stato appena inaugurato in Texas uno Starbucks realizzato con la stampa 3D. Un esperimento tecnologico che punta su rapidità, efficienza e nuove abitudini digitali

Redazione

Starbucks ha inaugurato a Brownsville, in Texas, il suo primo punto vendita interamente costruito con la stampa 3D. Non si tratta solo di una novità tecnologica, ma anche di un cambio di paradigma nel modo in cui il brand americano immagina il futuro della sua presenza sul territorio: niente poltrone, niente Wi-Fi, solo pickup mobile e drive-through. Il progetto, sviluppato con la tedesca Peri 3D Construction, punta a offrire un’esperienza rapida, moderna e altamente ottimizzata.

Una costruzione in 3D firmata Starbucks per tempi record e minori sprechi

Secondo quanto riportato da New Atlas, il nuovo Starbucks da 130 metri quadrati è stato costruito utilizzando una gigantesca stampante Cobod BOD2, che ha stratificato un materiale simile al calcestruzzo in poche settimane. Il processo ha lasciato le tipiche scanalature verticali e piccole imperfezioni visive, segni distintivi della tecnica additiva e parte integrante della sua estetica industriale. Dopo la stampa robotica, operai specializzati hanno installato finestre, porte e l’iconico logo della catena.

Il progetto, nato con un budget di 1,2 milioni di dollari secondo documenti del 2023, conferma l’efficienza della stampa 3D: tempi di costruzione ridotti del 30-50% e minori sprechi di materiali rispetto ai metodi tradizionali.

Starbucks ha progettato questo store per rispondere ai nuovi comportamenti dei consumatori: negli Stati Uniti, il 60% degli ordini avviene già tramite app. L’assenza di spazi interni per la consumazione punta a snellire i flussi di clienti, aumentando la capacità di smaltire grandi volumi di ordini in pochi minuti e massimizzando il ricavo per metro quadro.

Il locale di Brownsville (visibile sul post Facebook nella pagina ufficiale di Brownsville Today) rappresenta il primo passo verso un modello di vendita ancora più rapido e orientato al digitale, in linea con l’espansione di altre tecnologie di stampa 3D viste in Texas, come i quartieri residenziali realizzati da ICON.

La scelta di Brownsville non è casuale: il Texas si sta affermando come epicentro mondiale della costruzione additiva. Oltre a Starbucks, progetti come il centro commerciale di Austin, costruito in sole 25 ore, testimoniano la corsa verso un’edilizia più veloce ed efficiente. Nonostante alcuni interrogativi sulla durabilità e sui costi effettivi delle strutture stampate in 3D, il segnale è chiaro: standardizzazione e velocità stanno ridefinendo le regole del gioco, anche per giganti globali come Starbucks.

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