Il 60% delle ricerche si conclude con i riepiloghi AI (senza andare ad approfondire)

L’AI rivoluziona la ricerca online: con l’ascesa dei risultati zero-click e dei riepiloghi generativi, il traffico web organico cala

Redazione

L’AI sta stravolgendo ogni mercato, compreso ovviamente quello delle ricerche online. A confermarlo è anche l’ultima indagine di Bain&Company che ha rilevato che circa l’80% dei consumatori ora si affida a risultati “zero-click” in almeno il 40% delle proprie ricerche, riducendo il traffico web organico di circa il 15%-25%. Questo vuol dire che gli utenti quando fanno ricerche online trovano risposta già dai riepiloghi generativi dell’AI senza bisogno di accedere a ulteriori siti per approfondire.

Come sta cambiando la ricerca online con l’AI e come sopravvivere

Due cambiamenti radicali stanno sconvolgendo la ricerca: i riepiloghi generativi basati sull’intelligenza artificiale forniti dai motori di ricerca tradizionali (ad esempio Google e Bing) e l’ascesa dei grandi modelli linguistici (LLM) per la ricerca (come Perplexity e ChatGPT Search). ChatGPT nello specifico sta aumentando di popolarità tanto da aver raggiunto un aumento del traffico del 44% a novembre 2024 e Perplexity ha raggiunto 15 milioni di utenti mensili a fine 2024. Per quanto riguarda gli LLM circa il 40-70% degli utenti LLM utilizza le piattaforme per condurre ricerche e riassumere informazioni (68%), comprendere le ultime notizie e le previsioni del tempo (48%) e chiedere consigli per gli acquisti (42%).

“Per anni, i marketer digitali si sono concentrati sull’ottimizzazione delle classifiche dei motori di ricerca per aumentare la visibilità del marchio e il traffico verso i loro siti Web”, ha affermato Natasha Sommerfeld, partner di Technology & Cloud Services e Customer Practices di Bain & Company. “Ora, i risultati di ricerca generati dall’intelligenza artificiale stanno riscrivendo le regole e l’ottimizzazione SEO non è più sufficiente. I marchi devono evolversi o rischiano di perdere visibilità nel percorso del cliente e controllo sul posizionamento del marchio, in un mondo in cui i clic tradizionali stanno scomparendo”.

Per saperne di più: Intelligenza artificiale: cos’è e come funziona, tutto sulla AI

Come dunque i marketer possono muoversi per risolvere la perdita di click? Secondo Bain&Company tre sono le linee da seguire:

Ottimizzare per la scansione AI: bisogna adattare i contenuti alla ricerca semantica, enfatizzando termini long-tail ad alto intento. Dall’altra parte vanno dimenticati PDF e contenuti protetti oggi reliquie in un ecosistema guidato dall’AI.

Diversificare i formati dei contenuti: sebbene il testo sia importante bisogna andare oltre usando formati video e interattivi per aumentare la visibilità nella ricerca AI generativa.

Ridefinire le metriche: d’ora in poi le metriche da considerare dovranno essere non più i click ma la misurazione delle impressioni di ricerca e della portata AI.

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